
Il sindacato spagnolo Manos Limpias ha denunciato nove consoli di Spagna assegnati a Cuba, Messico, Argentina e Venezuela per presunte irregolarità nella concessione di nazionalità attraverso la Legge sulla Memoria Democratica, nota come Legge dei Nipoti, e ha richiesto alla Procura Anticorruzione di indagare su possibili delitti di falsità documentale e prevaricazione amministrativa.
In un comunicato ufficiale, l'organizzazione, guidata da Miguel Bernad Remón, ha spiegato che il documento indica i responsabili consolari de L'Avana, a Cuba; Buenos Aires, Bahía Blanca, Córdoba e Rosario, in Argentina; Città del Messico, Monterrey e Guadalajara, in Messico; e Caracas, in Venezuela.
La denuncia sostiene che numerosi fascicoli di nazionalità spagnola sarebbero stati approvati tramite semplici fotocopie, senza le necessarie verifiche per accertare l'autenticità dei documenti e il rispetto dei requisiti legali.
Inoltre, mette in discussione l'accettazione di documentazione relativa a emigrazioni anteriori al 18 luglio 1936, data a partire dalla quale un'istruzione amministrativa del 2022 stabilisce una presunzione di esilio per determinati richiedenti.
Secondo Manos Limpias, queste azioni potrebbero costituire reati previsti dagli articoli 390, 391 e 404 del Codice Penale spagnolo.
Il sindacato richiede che i nove consolati consegnino alla Procura tutti i fascicoli di nazionalità approvati ai sensi della legge sui nipoti e dell'istruzione amministrativa contestata.
L'organizzazione intende che venga determinato quali documenti sono stati presentati, come sono stati verificati e quali funzionari hanno autorizzato le concessioni.
Mettono in discussione un'istruzione che ha ampliato l'accesso alla nazionalità spagnola
Uno dei principali argomenti della denuncia si rivolge all'istruzione approvata il 25 ottobre 2022 da Sofía Puente Santiago, allora direttrice generale della Sicurezza Giuridica e della Fede Pubblica.
La disposizione ha sviluppato l'applicazione della Legge sulla Memoria Democratica e ha stabilito, tra le altre cose, che si presumesse la condizione di esiliati per gli spagnoli che hanno abbandonato il proprio paese tra il 18 luglio 1936 e il 31 dicembre 1955. Tuttavia, questa presunzione non elimina l'obbligo di comprovare documentalmente l'uscita dalla Spagna durante quel periodo, come stabilito dalla stessa istruzione.
Manos Limpias ritiene che questa interpretazione abbia ampliato l'accesso alla nazionalità oltre quanto previsto dalla legge e mette in discussione il fatto che i funzionari consolari abbiano concesso cittadinanze senza verificare adeguatamente i requisiti.
Tuttavia, la stessa istruzione pubblicata nel Bollettino Ufficiale dello Stato prevede diversi casi per ottenere la nazionalità spagnola per discendenza. Pertanto, l'esistenza di documenti familiari antecedenti al 1936 non dimostra, da sola, che un concessionamento sia stato irregolare.
Il quotidiano spagnolo The Objective, che ha anticipato il contenuto della denuncia martedì, ha evidenziato che il sindacato mette in discussione anche la gestione massiccia delle pratiche negli uffici consolari, che sarebbero stati sopraffatti dal numero di richieste.
La denuncia di per sé non attesta la commissione di reati e, fino ad ora, non è stata confermata pubblicamente l'apertura di procedimenti penali contro i funzionari indicati.
Cosa potrebbe succedere ai cubani che hanno richiesto la nazionalità spagnola?
L'inclusione del Consolato Generale di Spagna a L'Avana influisce direttamente sul processo di trattazione di migliaia di discendenti di spagnoli a Cuba che si sono rivolti alla Legge sulla Memoria Democratica per ottenere la cittadinanza.
Tuttavia, la denuncia non comporta l'annullamento automatico delle nazionalità già concesse né stabilisce una sospensione generale dei procedimenti in corso.
Non è stata annunciata nemmeno l'obbligatorietà per i cubani naturalizzati attraverso questa legislazione di ripetere le loro pratiche o presentare nuovamente i loro documenti a causa della denuncia.
Secondo le istruzioni vigenti del Consolato di Spagna all'Avana, il termine per richiedere appuntamenti ai sensi della Legge sulla Memoria Democratica è scaduto il 22 ottobre 2025.
Noostante ciò, coloro che hanno richiesto un appuntamento entro il termine e hanno ricevuto un giustificativo valido potranno ottenere le proprie credenziali per scegliere la data e presentare la documentazione di persona, in conformità con la procedura stabilita.
La denuncia coincide con le restrizioni al voto dei cittadini spagnoli naturalizzati
La denuncia si verifica dopo che la Corte Suprema spagnola ha mantenuto una misura cautelare che influisce sul diritto di voto di 163.020 cittadini naturalizzati tramite la legge sui nipoti, iscritti nel censimento elettorale dei residenti all'estero.
La risoluzione, relativa alle elezioni generali del prossimo 29 novembre, prevede eccezioni per coloro che dimostrano documentalmente di soddisfare i requisiti richiesti dalla legge.
Questo mercoledì 14 ottobre, il Ministero degli Affari Esteri spagnolo ha avvertito che l'applicazione delle misure cautelari potrebbe generare situazioni «paradossali», come quella di cittadini spagnoli che hanno votato in elezioni precedenti e che ora probabilmente non potranno farlo.
Secondo quanto riportato dall'agenzia EFE, il dipartimento guidato da José Manuel Albares ha assicurato di rispettare la decisione giudiziaria con la «massima diligenza», anche se ha riconosciuto le difficoltà che comporta per numerosi uffici consolari.
La restrizione elettorale è una misura giudiziaria distinta dalla denuncia presentata da Manos Limpias e non implica, di per sé, la perdita della nazionalità spagnola dei cittadini coinvolti.
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