
Il regime cubano ha assicurato in Russia di aver fatto progressi verso la «sovranità digitale» attraverso lo sviluppo di tecnologie proprie, mentre sull'isola i blackout continuano a interrompere l'accesso a internet e a servizi elettronici essenziali.
Durante il II Forum Digitale Globale, tenutosi a Mosca, il viceministro delle Comunicazioni, Pablo Julio Pla Feria, ha attribuito all'embargo statunitense le principali difficoltà per lo sviluppo tecnologico del paese, sebbene abbia sostenuto che queste restrizioni avessero anche incentivato la creazione di soluzioni nazionali.
Secondo quanto riportato dall'agenzia russa TASS il 9 ottobre, il funzionario ha presentato come esempio la piattaforma Soberanía, sviluppata dal Centro di Governo Digitale di Cuba, che raccoglie informazioni su oltre 300 procedure amministrative. L'agenzia ha anche registrato un numero di oltre 400.000 «servizi registrati», senza precisare a cosa corrisponda questo indicatore.
Durante il suo intervento, Pla Feria ha anche criticato le sanzioni statunitensi, che ha definito «politica illegale, disumana ed extraterritoriale». Secondo dichiarazioni diffuse da Sputnik Mundo, il funzionario ha sostenuto che Cuba ha imparato a sviluppare soluzioni tecnologiche proprie nonostante le difficoltà e ha affermato che «la sovranità tecnologica si forgia attraverso la resistenza e la creatività».
La piattaforma Soberanía, lanciata a luglio del 2025, disponeva alla fine di agosto del 2026 di appena 18 servizi online, nonostante offrisse informazioni su oltre 300 procedure amministrative.
Così lo hanno riconosciuto le stesse autorità durante una visita di Miguel Díaz-Canel al Centro di Governo Digitale, nella quale sono state segnalate anche oltre 43.000 identità digitali verificate.
Inoltre, Pla Feria ha presentato il modello cubano di intelligenza artificiale CecilIA come un'alternativa alle tecnologie straniere. Secondo quanto pubblicato da Sputnik, il funzionario ha difeso la sua capacità di preservare l'identità culturale e linguistica del paese, sotto il principio che «chi perde la propria cultura e la propria memoria storica, perde la propria nazione».
Il progetto, sviluppato da specialisti dell'Università dell'Avana, era già stato presentato nel 2025 e fa parte della strategia governativa per ridurre la dipendenza tecnologica dall'estero.
Il 5 ottobre scorso, appena quattro giorni prima delle dichiarazioni del viceministro, ETECSA ha riconosciuto interruzioni nella navigazione Nauta e in Transfermóvil, a causa di problemi energetici che hanno messo fuori servizio apparecchi e sistemi tecnologici.
La società statale aveva anche ammesso a settembre che i prolungati blackout provocano la disconnessione delle strutture di telecomunicazione e limitano le sue possibilità di espandere la rete, lasciando le comunità senza copertura mobile né accesso a internet.
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