Le dissero che si era bevuto la Coca-Cola dell'oblio e la sua risposta fu contundente: «Sono stato 12 anni in prigione a Cuba»

Cubano negli Stati UnitiFoto © TikTok / @keiber.boloy

Un cubano residente negli Stati Uniti ha risposto al rimprovero di un amico che lo accusava di essersi «beccato la Coca-Cola dell'oblio»: gli ha ricordato che ha passato 12 anni in prigione a Cuba mentre quel stesso amico non gli ha mai portato sigarette per sua madre né ha contribuito con 50 pesos per una java.

Keiber Boloy (@keiber.boloy) ha pubblicato il video su TikTok alla fine di luglio e la sua risposta non ha tardato a circolare tra la comunità cubana all'estero. Nel clip, di poco più di un minuto, l'uomo affronta direttamente il suo interlocutore e gli chiede dove fosse quando più c'era bisogno di lui.

«Guarda qui, ragazzo, voglio farti ricordare: quando ero a Cuba sono stato in prigione per dodici anni. Sfortunatamente, non hai mai dato sigarette a mia madre perché me le portasse in prigione, non hai mai dato cinquanta pesos per farle portare una borsa», dice Boloy nel video.

L'espressione «prendersi la Coca-Cola dell'oblio» è un detto popolare cubano usato per criticare, con ironia o amarezza, gli emigrati che presumibilmente smettono di ricordare o aiutare i propri familiari e amici sull'isola una volta che si stabiliscono all'estero.

Pero Boloy non risponde solo con la sua storia carceraria. Descrive anche la durezza quotidiana di vivere negli Stati Uniti: lavora nell'edilizia e invia soldi a Cuba per aiutare la sua famiglia. «Non puoi immaginare il lavoro che dobbiamo affrontare qui per aiutare la famiglia, mandarle cinquanta pesos là a Cuba», sottolinea.

Lancia anche una sfida diretta al suo critico: «Se vuoi cinquanta pesos, buttati in acqua su una barca e vieni a lavorare qui in costruzione, così puoi prendere anche tu la Coca-Cola, per vedere se non te la prendi».

Riguardo al rimprovero originale, la sua conclusione è diretta: «Se ho bevuto la Coca-Cola adesso, deve saper di buono».

Il testimonianza di Boloy si aggiunge a un dibattito che dura da oltre un anno, suscitando reazioni su TikTok. Nel luglio del 2025, la cubana Maylay Carmona è diventata virale con una frase che riassumeva il sentire di molti emigrati: «Non è che si siano dimenticati, è che la vita vera ti mette davvero alla prova». Nello stesso mese, una cubana residente in Brasile ha pubblicato la sua personale riflessione sull'argomento, che ha generato reazioni da parte di emigrati in Cile, Uruguay, Spagna e Stati Uniti.

Nel maggio del 2026, un'altra cubana ha risposto con altrettanta fermezza a coloro che le lanciavano lo stesso rimprovero. E a giugno, un cubano noto come «Bad Boy» ha ripreso la frase rispondendo a coloro che chiedevano ricariche dall'isola, accumulando più di 60.300 visualizzazioni.

Nel caso di Boloy, il cubano non parla solo di bollette alte o giornate estenuanti, ma anche degli anni trascorsi in prigione a Cuba e della mancanza di aiuto che, secondo quanto racconta, ha ricevuto da quel amico durante quel periodo. Il suo video ha accumulato 13.200 visualizzazioni, 601 "mi piace" e 119 commenti.

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.