Un'inchiesta giornalistica identifica più di 258.000 soldati russi morti in Ucraina

Soldati ucraini sul campo di battagliaFoto © X / @DefenceU

Una ricerca del media russo indipendente Mediazona, in collaborazione con il Servizio Russo della BBC e un team di volontari, ha confermato nominalmente la morte di 258.989 militari russi in Ucraina, secondo dati aggiornati al 21 settembre 2026 e raccolti dal Kyiv Independent.

L'incremento più recente è stato particolarmente notevole: tra l'11 e il 21 settembre sono stati aggiunti 10.145 nomi in meno di due settimane, circa il doppio del ritmo abituale. Secondo Mediazona, il balzo è stato in gran parte dovuto a una lista filtrata di corpi scambiati tra Russia e Ucraina, i cui nomi sono stati incorporati nel conteggio solo dopo una verifica indipendente attraverso registrazioni ufficiali.

I ricercatori stessi avvertono che il numero reale di morti è con tutta probabilità molto maggiore, poiché la loro metodologia si basa esclusivamente su fonti aperte e verificabili: necrologie, pubblicazioni di familiari sui social media, rapporti di mezzi regionali russi e dichiarazioni delle autorità locali.

Per offrire una stima più completa, Mediazona e il mezzo russo in esilio Meduza hanno sviluppato un metodo statistico basato sull'eccesso di mortalità maschile utilizzando dati dal Registro delle Eredità russo. Quella stima, aggiornata a maggio 2026 con dati fino alla fine di dicembre 2025, colloca il totale reale dei morti a circa 352.000, ben al di sopra dei quasi 259.000 confermati nominalmente.

Tra i dati dettagliati del conteggio, Mediazona ha confermato la morte di 7.692 ufficiali dell'esercito russo e di altre agenzie di sicurezza. La proporzione di ufficiali tra le perdite totali è diminuita costantemente: all'inizio della guerra rappresentavano fino al 10% dei decessi; nel novembre del 2024 quella cifra era scesa tra il 2% e il 3%, riflettendo il reclutamento massiccio di fanteria volontaria che subisce tassi di mortalità molto superiori a quelli dei loro comandi.

Il conteggio include anche le morti di 15 generali russi: cinque tenenti generali, sette generali di divisione e due in pensione. L'ultimo è stato il tenente generale Alexander Otroschenko, comandante del corpo aereo misto della Flotta del Nord, deceduto il 31 marzo 2026 in un incidente aereo di un An-26 in Crimea.

In merito ai soldati mobilitati, il conteggio registra circa 20.500 morti, cifra che Mediazona riconosce come una sottovalutazione severa: i necrologi recenti raramente menzionano dettagli sul reclutamento, il che rende difficile identificare i chiamati alle armi. L'aggiornamento coincide con il quarto anniversario della «mobilitazione parziale» decretata da Vladimir Putin il 21 settembre 2022.

Il contesto bellico immediato aggrava il panorama. Il presidente ucraino Volodimir Zelenski ha dichiarato domenica che le sue forze avevano ucciso o ferito 10.660 soldati russi nella settimana precedente, secondo il rapporto del comandante in capo Mykhailo Drapatyi, nell'ambito delle operazioni offensive ucraine nel settore di Lyman, nella regione di Donetsk.

Questo conflitto ha anche un legame diretto con Cuba: almeno 93 cittadini cubani sono morti combattendo per la Russia, mentre L'Avana tace e Mosca li dimentica.

Amnistia Internazionale ha denunciato che la Russia recluta cubani tramite inganni e coercizione, inviandoli al fronte con appena poche settimane di preparazione.

Il Comando Supremo ucraino ha stimato domenica che la Russia ha accumulato 1.528.970 perdite di personale dall'inizio dell'invasione su larga scala il 24 febbraio 2022, cifra che non distingue tra morti, feriti, dispersi o catturati.

Come segnala il Kyiv Independent, «le stime delle perdite variano ampiamente, e né la Russia né l'Ucraina pubblicano cifre militari complete e verificabili in modo indipendente».

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