L'economista è certo che Cuba non si dollarizzerà mai, neanche durante la transizione

Dolarizzazione a Cuba (Illustrazione non reale creata con IA)Foto © CiberCuba/Sora

L'economista Elías Amor è stato categorico nello spazio settimanale che tiene ogni settimana su CiberCuba: «Cuba non si dollarizzerà mai». E quando la conduttrice Tania Costa gli ha chiesto se ciò potesse cambiare in un eventuale processo di transizione politica, la risposta è stata altrettanto contundente: «Nemmeno».

L'affermazione è emersa dall'analisi delle due nuove risoluzioni del regime sulle valute —la Risoluzione 102/2026 della Banca Centrale e la Risoluzione 103/2026 del Ministero dell'Economia— pubblicate il 10 settembre nella Gazzetta Ufficiale. Amor ha chiarito che queste norme non aprono la porta a una dollarizzazione reale, ma a qualcosa di molto più limitato.

«Sto portando gli esempi che emergono dalla risoluzione affinché i nostri ascoltatori vedano che la conclusione finale di questo racconto è che Cuba non si dollarizzerà mai», ha spiegato l'economista.

Per illustrarlo, ha fatto riferimento a un caso concreto estratto dalla stessa norma: il schema 80/20 stabilito dalla Risoluzione 103/2026. Sotto quel meccanismo, un esportatore che riceve 10.000 euro per, diciamo, due tonnellate di guanábana, trattiene solo 8.000 in valute estere. I restanti 2.000 vengono convertiti in pesos cubani al tasso di cambio vigente. «Pesos cubani, proprio ciò che la gente non vuole», ha sentenziato Amor.

Lo stesso Ministero dell'Economia riconosce nelle sue comunicazioni che le nuove normative implicano una «dolarizzazione parziale», ma chiarisce che ciò «non implica una dollarizzazione totale» dell'economia. Amor condivide questa interpretazione, ma va oltre: i grandi settori statali —sanità, istruzione, pubblica amministrazione— continueranno a operare in pesos cubani, il che rende strutturalmente impossibile una dollarizzazione completa.

L'economista ha anche descritto il caos che regna già nel sistema delle valute cubano. Ha citato il commento di un spettatore di CiberCuba: «Con le negozi c'è una confusione che non si capisce. Passano da MLC a dollari e giorni dopo tornano al MLC e così, una totale follia». Amor ha confermato che questa percezione è corretta e ha ricordato un episodio che ha generato un enorme malcontento popolare: quando i negozi restituivano caramelle invece del resto in valuta. «A Cuba, così come sono messe le cose ora, in questo momento, 20 centesimi fanno molto comodo», ha sottolineato.

Quel contesto di disfunzionalità monetaria si aggrava con i dati macroeconomici. Il dollaro informale ha superato i 700 pesos cubani a metà settembre, segnando un nuovo record, e martedì era quotato a 718 CUP nel mercato informale. La CEPAL prevede una contrazione del PIL cubano compresa tra il 6,5% e il 10,3% nel 2026, e il deficit fiscale supera il 12% del PIL.

Sulla possibilità che un governo di transizione decidesse di dollarizzare l'economia, Amor l'ha esclusa. Ha argomentato che, senza riserve di valuta estera né solidi fondamenti economici, Cuba non ha la capacità di sostenere tale processo. «In una transizione, immagino che coloro che governeranno quel paese commetteranno abbastanza errori per rendersi conto che collegare l'economia cubana al dollaro può essere dannoso», ha affermato.

Il dibattito si colloca in un momento di particolare intensità per l'analisi economica su Cuba. Il rapporto di Harvard sulla transizione democratica, pubblicato anch'esso il 10 settembre dal Centro David Rockefeller per gli Studi Latinoamericani, propone un'economia sociale di mercato e la liberazione dei prigionieri politici come primo passo. Amor preferisce il termine «economia di mercato» senza ulteriori specificazioni, ricordando che a Cuba «non c'è stato mercato da 67 anni, ma pianificazione centrale nell'assegnazione delle risorse e un sistema assolutamente perverso di controllo dei prezzi».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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