Cubani residenti a Mosca hanno descritto scene di panico e notti insonni dopo il maggior attacco con droni contro la capitale russa registrato fino ad oggi, lanciato dall'Ucraina domenica in coincidenza con l'ultimo giorno delle elezioni parlamentari russe.
I testimonianze sono circolate nel gruppo Facebook 'Cubani a Mosca', una comunità con oltre 76.000 membri, dove residenti di diverse zone della città e dei dintorni hanno raccontato l'angoscia vissuta durante gli attacchi.
«Volavano sopra casa mia, sono ancora in shock», ha scritto una cubana condividendo la sua esperienza. Il commento è stato raccolto sui suoi social media dal giornalista indipendente Magdiel Jorge Castro.
Un'altra residente, situata a Kotélniki, una località vicina alla capitale, ha descritto come i dispositivi «passavano sopra, esplodevano molto vicino», mentre le allarmi dei veicoli in strada si attivavano e lei finiva per tremare di paura.
Nei medesimi gruppi comunitari sono apparsi messaggi di persone che affermavano di non riuscire a concedersi il sonno e che sceglievano di mantenersi lontane da finestre e porte durante le allerta.
Una donna che aveva già vissuto da vicino l'esplosione di un drone ha raccomandato agli altri residenti di scendere ai piani inferiori degli edifici non appena si attivassero le sirene.
L'attacco ucraino ha avuto come obiettivi principali la raffineria di petrolio di Kapotnia — una delle più grandi della Russia — e il complesso logistico di Sofyino, nella regione di Mosca, dove un incendio di grandi proporzioni è stato ripreso in video da un cittadino russo.
Il sindaco di Mosca, Serguéi Sobianin, ha informato che sono stati abbattuti più di 450 droni diretti verso la capitale; in totale, più di 1.600 sarebbero stati intercettati su diversi fronti dal sabato precedente.
Il presidente ucraino Volodimir Zelenski ha confermato l'operazione e ha definito l'impatto come «molto significativo», sostenendo che le strutture colpite sostengono la «macchina da guerra» russa.
Il bilancio delle vittime è variato a seconda delle fonti: BBC Mundo ha riportato almeno due morti e 20 feriti, mentre altre agenzie hanno innalzato il numero a quattro morti e 21 feriti nella regione. Tra le vittime confermate figura una donna di 44 anni deceduta a Sofyino a seguito dell'impatto di un drone su un edificio residenziale.
I testimonianze dei cubani a Mosca arrivano in un momento di crescente coinvolgimento dei cittadini dell'isola nel conflitto. Amnistia Internazionale ha denunciato che la Russia recluta cubani per la guerra attraverso inganni e coercizione, in pratiche che potrebbero costituire tratta di esseri umani.
Il progetto ucraino «Voglio Vivere» ha identificato 1.028 cubani reclutati dalla Russia e almeno 96 deceduti in combattimento, mentre stime dell'intelligence ucraina parlano di fino a 20.000 cubani inviati al fronte dal 2023.
Il regime cubano nega qualsiasi legame ufficiale con queste reti di reclutamento e sostiene che i cubani coinvolti agiscono «per conto proprio»; il Ministero degli Affari Esteri ha dichiarato che Cuba «non fa parte del conflitto armato in Ucraina».
Per i cubani che vivono a Mosca come migranti civili, gli attacchi ucraini hanno trasformato una guerra che fino ad ora seguivano principalmente attraverso le notizie in una minaccia che arriva direttamente alle loro finestre.
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