
L'economista cubano Pedro Monreal ha avvertito questo mercoledì che l'emissione di banconote da 10.000 e 20.000 pesos cubani non è una soluzione economica, ma piuttosto la prova di una crisi strutturale: il peso cubano ha smesso di funzionare come unità di valore del lavoro.
L'economista cubano Pedro Monreal ha avvertito mercoledì che, sebbene l'entrata in circolazione di banconote da 10.000 e 20.000 pesos cubani possa essere giustificata operativamente di fronte all'inflazione, l'elevata denominazione di queste banconote contrasta con i bassi redditi lavorativi e riflette, a suo avviso, una crisi strutturale in cui il peso cubano perde rilevanza come unità di misura del lavoro.
Monreal ha pubblicato martedì la sua analisi intitolata «Quando una banconota vale molto di più di un mese di lavoro», in risposta all'annuncio del Banco Central de Cuba (BCC) di integrare queste denominazioni —le più alte emesse fino ad ora nell'Isola— a partire da questo mercoledì.
L'argomento centrale dell'economista parte da un confronto: secondo le cifre che cita nella sua analisi, il salario minimo cubano si aggira intorno ai 3,210 CUP mensili e il salario statale medio supera di poco i 7,000 CUP, per cui una sola banconota da 20,000 pesos equivale a quasi tre stipendi medi.
«La 'soluzione tecnica' finisce per prevalere sulla logica economica e politica. Quando il lavoro perde incentivi, la crisi strutturale diventa permanente», ha scritto Monreal sul suo profilo di X.
L'economista segnala che nelle economie stabili avviene esattamente il contrario: la banconota di maggior valore rappresenta appena una frazione del reddito mensile medio. Porta come esempio la banconota da 100 dollari rispetto a un reddito medio di circa 6.000 dollari negli Stati Uniti, o quella da 10.000 yen rispetto a un reddito di circa 400.000 yen in Giappone.
«Quando la banconota di maggior valore supera ampiamente il salario mensile, di solito riflette un'inflazione cronica, una dualità monetaria o un circuito dollarizzato, non un sistema di pagamenti ancorato al lavoro», avvertì.
Per Monreal, il divario riflette il tipo di circuito economico a cui si sta adattando il sistema monetario cubano: «Il cono monetario si adatta a un commercio ancorato in dollari —rimesse, mercati in valuta estera e prezzi informali—, non a una domanda basata su salari e pensioni».
L'economista ha anche messo in discussione l'ampiezza del pacchetto di 176 misure economiche approvato dall'Assemblea Nazionale a giugno, presentato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz.
Secondo Monreal, quel pacchetto «gestisce la dualità, ma non ancorano il CUP ai risultati del lavoro», poiché propone svalutazioni successive, case di cambio e una maggiore dollarizzazione parziale senza correggere la disconnessione tra il peso e i redditi da lavoro.
La presidente del BCC, Juana Lilia Delgado Portal, ha giustificato l'emissione delle nuove banconote affermando che risponde alle «attuali condizioni dei prezzi e della circolazione monetaria».
La banconota da 10.000 CUP presenta l'immagine di Haydée Santamaría e predominano il grigio e il verde; quella da 20.000 CUP raffigura l'immagine di Vilma Espín in giallo e marrone. La distribuzione è iniziata a L'Avana e si estenderà gradualmente al resto del paese.
La reazione popolare sui social media è stata di ironia e frustrazione. «Immagino che ora paghino lo stipendio ogni tre mesi», ha scritto un utente. Un'altra frase che ha circolato è stata: «Ora siamo quasi colombiani».
Il contesto aggrava la diagnosi di Monreal: questo mercoledì il dollaro nel mercato informale cubano ha raggiunto i 700 CUP, un nuovo record storico, mentre l'inflazione ufficiale si è attestata al 20,70% annuo a luglio, sebbene economisti indipendenti la stimino intorno al 70% se si include il mercato informale.
Esta è la seconda espansione del cono monetario in meno di sei mesi: le banconote da 2.000 e 5.000 CUP hanno iniziato a circolare il 1° aprile, anche in risposta alla scarsità di contante. Uno studio dell'economista Javier Pérez Capdevila ha recentemente stimato in 96.060 CUP mensili la spesa minima necessaria per coprire le esigenze di base di una persona a Cuba.
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