Cuba apre la porta a capitali privati e stranieri nel suo sistema bancario

Ingresso della Banca Centrale di Cuba (Immagine di riferimento)Foto © X/Banco Central de Cuba

Cuba proietta una trasformazione del suo sistema bancario che consentirebbe l'ingresso di nuove banche e istituzioni finanziarie con capitale privato, straniero e statale, in uno dei cambiamenti più significativi annunciati per un settore che per decenni è rimasto sotto il controllo quasi esclusivo dello Stato.

Alberto Javier Quiñones Betancourt, vicepresidente del Banco Centrale di Cuba (BCC), ha spiegato che l'obiettivo è progredire verso un sistema finanziario «più ampio e diversificato», in cui possano essere coinvolti nuovi partecipanti.

La proposta fa parte del pacchetto di riforme bancarie presentato martedì durante il programma ufficiale Mesa Redonda e riportato da Cubadebate.

Secondo quanto detto dall'ufficiale, il nuovo schema prevede banche e istituzioni finanziarie con capitale statale, privato e straniero.

Sin embargo, un dettaglio non passa inosservato: l'apertura non significherebbe assenza di controlli. Qualsiasi nuovo partecipante dovrebbe presentare la documentazione richiesta, ottenere una licenza dalla Banca Centrale di Cuba e successivamente essere soggetto ai suoi meccanismi di supervisione.

L'ingresso di capitali non è considerato solo come una fonte di finanziamento.

In questo senso, Quiñones ha sottolineato che l'investimento potrebbe incorporare tecnologie, conoscenze e nuovi metodi di gestione che consentano di ampliare l'offerta di prodotti finanziari e modernizzare l'infrastruttura bancaria.

L'annuncio approfondisce un'apertura che aveva iniziato a prendere forma a giugno, quando tra le 176 trasformazioni economiche e sociali presentate dal Governo è emersa l'incorporazione della banca privata, degli attivi virtuali, delle riforme cambiari e delle case di cambio private.

Il pacchetto ha previsto anche una maggiore partecipazione di capitale privato e straniero in altri settori dell'economia.

Un giorno prima dell'approvazione formale di quel pacchetto si era già appreso che Cuba autorizzava la partecipazione della banca privata per la prima volta in decenni.

Tra le misure annunciate figuravano istituzioni finanziarie non bancarie di capitale privato nazionale o estero, oltre a cambiamenti per facilitare microcrediti, conti in valuta e tecnologie finanziarie.

Ora, la Banca Centrale propone che l'apertura e capitalizzazione costituiscano uno dei quattro grandi fronti della riforma.

I tre elementi restanti comprendono il credito, il risparmio e il finanziamento; l'innovazione e i nuovi canali di servizi; e il mercato dei cambi e le rimesse.

Como parte della ristrutturazione, il BCC sta anche lavorando alla creazione del Banco de Desarrollo y Fomento Agrícola, che secondo Quiñones si trova nelle sue fasi finali e sarà specializzato principalmente nel finanziamento della produzione agropecuaria e alimentare.

Allo stesso tempo, le autorità intendono ampliare l'uso del credito nell'economia.

La Banca Centrale ha riconosciuto che l'offerta attuale non risponde sufficientemente alla diversità di aziende e persone fisiche e ha anticipato che sta lavorando, tra gli altri prodotti, a un futuro credito al consumo, i cui dettagli non sono ancora stati divulgati.

Si sta preparando anche un nuovo meccanismo per i tassi di interesse che darebbe maggiore autonomia alle banche commerciali nella progettazione delle loro offerte, con l'intenzione di stimolare il risparmio e consentire differenze tra le istituzioni che competono per attrarre risorse.

L'apertura finanziaria coincide inoltre con altri recenti cambiamenti volti a facilitare le operazioni con valuta estera.

Da settembre, nuove risoluzioni permettono di aprire conti in valuta senza autorizzazione preventiva della Banca Centrale e ampliano le possibilità di effettuare pagamenti all'estero, ricevere denaro contante in dollari e euro e gestire entrate in valuta estera.

È stata anche modificata la legislazione sugli investimenti esteri. Il Decreto-Legge 128 ha ampliato l'accesso delle imprese miste e degli investitori a banche internazionali, ha permesso di operare conti all'estero e ha reso più flessibili gli aspetti legati all'assunzione di lavoratori e alla destinazione degli utili.

Nel mercato dei cambi, l'apertura ha già iniziato a concretizzarsi. La prima casa di cambio privata è stata annunciata come progetto pilota a luglio e attualmente è già operativa a Santa Clara sotto la supervisione della Banca Centrale.

Le autorità assicurano che esistono altre richieste per creare entità simili.

Il piano finanziario include inoltre nuove figure fintech, un aggiornamento delle normative sulle criptovalute, progetti legati all'intelligenza artificiale, nuove soluzioni digitali per le rimesse e una futura piattaforma per la asta di valute.

Tutto accade mentre la Banca Centrale cerca, allo stesso tempo, di recuperare le funzioni del peso cubano come mezzo di pagamento, unità di conto e riserva di valore, dopo anni di inflazione, svalutazione e perdita di fiducia nella moneta nazionale.

La dimensione di questo deterioramento è stata evidente martedì con l'emissione di nuovi biglietti da 10.000 e 20.000 pesos cubani, che il BCC ha giustificato per il livello raggiunto dai prezzi e le necessità della circolazione monetaria.

Le riforme annunciate aprono così uno scenario inedito per il sistema bancario cubano: lo Stato manterrebbe la regolamentazione e la supervisione del sistema, ma condividerà spazio con nuovi partecipanti privati ed esteri, mentre cerca di attrarre capitali, ampliare il credito e recuperare parte della funzionalità persa dalle istituzioni finanziarie.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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