Il giovane cantautore cubano Miguel Ricote, di 21 anni e originario di Banes, Holguín, ha conquistato i social network con la sua versione di «La Catalina», in cui trasforma la popolare canzone per raccontare una storia segnata dall'emigrazione, dai ricordi di Cuba e dal passare del tempo.
L'interpretazione ha già accumulato 149.000 «mi piace» e oltre 3.400 commenti su Instagram, dove Ricote ha pubblicato il video dopo che più di 300 follower gli hanno chiesto di immaginare come suonerebbe la storia se Catalina fosse cubana.
«La mia islita ha abbondanza: tabacco, canna e caffè. Inoltre, ci sono le strade più pulite che lei potrebbe vedere», dice Catalina al giovane che incontra lungo il cammino mentre ricorda la terra della sua infanzia.
Ma lui le risponde che l'isola che descrive sembra non esistere e le mostra alcune fotografie che anche lei non riconosce.
Allora arriva la svolta finale:
«Calla, calla Catalina, calla, calla una volta per tutte, che né tuo nipote né Cuba sei riuscita a riconoscere.»
La storia ha colpito in particolare i cubani che vivono all'estero da anni e conservano nella memoria immagini di un paese molto diverso da quello che conoscono le generazioni più giovani.
La reazione più popolare riassume l'impatto che ebbe il finale tra i sostenitori di Ricote: «Era riscrivere la canzone, non romperci il cuore». Il commento superava gli 11.000 «mi piace».
Altri hanno risposto con umorismo per descrivere l'emozione. «Aspetta, mi è entrato un trattore nell'occhio», ha scritto un utente, mentre un'altra persona ha confessato: «Mi hai fatto piangere senza essere cubana, controlla questo».
L'adattamento ha trovato riscontro anche tra persone di altre nazionalità, alcune delle quali hanno collegato la storia di Catalina con esperienze di emigrazione e separazione vissute dalle proprie famiglie.
«La Catalina» è una canzone interpretata dalla cantante peruviana Rosario García-Montero e pubblicata nel 2013, la cui storia deriva da un antico romanzo di tradizione orale ispanica. Il testo originale ruota attorno a Catalina, una donna che aspetta per anni il ritorno del marito, un soldato partito per la guerra, fino a quando il trascorrere del tempo porta a un inaspettato rincontro.
Miguel Ricote aveva già emozionato con «Viva Cuba Libre»
Non è la prima volta che una canzone del giovane holguinero raggiunge un pubblico vasto sui social.
In marzo, Ricote ha attirato l'attenzione con «Viva Cuba Libre», una canzone registrata durante un blackout e alla luce di una candela, in cui ha affrontato la scarsità, i blackout elettrici, la repressione e l'emigrazione.
Successivamente, la sua interpretazione di «Puente (Caribe)», di Ricardo Arjona, ha nuovamente catturato l'attenzione del pubblico. Attualmente supera i 100.000 follower sui social media.
«La Catalina» è diventata anche un terreno per diversi creatori cubani che raccontano storie legate all'emigrazione.
Il cubano Kevin (@kevusho), residente a New York, ha recentemente pubblicato un'altra versione sull'esilio, in cui Catalina è fuori da Cuba da tre decenni e scopre che il giovane con cui parla è suo nipote.
Ricote, che lo ha fatto prima, dà un altro esito alla storia: Catalina non riesce a riconoscere il nipote che è cresciuto lontano, ma neanche la Cuba che ha lasciato indietro.
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