Lo storico Rolando Gallardo si chiede se Machado fosse realmente un dittatore

Historiador Rolando GallardoFoto © CiberCuba

Lo storico cubano Rolando Gallardo mette in discussione apertamente l'etichetta di «dittatore» applicata all'ex presidente cubano Gerardo Machado (che governò tra il 1925 e il 1933) e sostiene che la visione predominante su quel periodo è costruita da un approccio marxista-leninista che ha demonizzato ingiustamente un politico arrivato al potere per vie democratiche. Gallardo ha rilasciato queste dichiarazioni in un'intervista con Tania Costa per CiberCuba, all'interno di una serie di conversazioni sulla storia repubblicana che vengono trasmesse in diretta su questa piattaforma il martedì alle 11.30 ora di Miami.

«La visione che abbiamo oggi della Rivoluzione degli anni '30 e della presunta dittatura di Gerardo Machado è un approccio completamente comunista con questa base marxista-leninista. Ci presentano Gerardo Machado come il peggiore degli esseri umani», ha affermato Gallardo.

Costa ha commentato la difficoltà che ha incontrato nel documentarsi per le interviste con fonti che non fossero esclusivamente a favore del castrismo. A questo proposito, Gallardo ha sottolineato che quasi tutta la storiografia disponibile su quel periodo è stata prodotta dal regime castrista o da comunisti sin dagli anni venti e trenta, il che, a suo avviso, invalida la narrativa ufficiale.

«Mi ha colpito il fatto che quasi tutte le recensioni o ciò che è stato scritto sulla Rivoluzione del 30 sia stato fatto dalla dittatura, sia stato fatto dal regime. Quindi dico, se mi hanno somministrato mezze verità o narrazioni costruite su altre cose, non posso fidarmi di questo», ha sostenuto Tania Costa introducendo l'argomento.

Gallardo mette in evidenza che Machado arrivò alla presidenza nel 1925 dopo aver vinto le elezioni del 1924, senza un passato criminale né di corruzione. «Era un uomo che prometteva e manteneva le promesse. E questo è qualcosa di raro tra i politici cubani, che, di solito, promettono qualcosa e poi non mantengono», ha sottolineato.

Il punto centrale dell'analisi ruota attorno alla riforma costituzionale del 1928, che ha ampliato il mandato presidenziale da quattro a sei anni. Gallardo insiste sul fatto che non si trattava di un'imposizione unilaterale. «La riforma costituzionale del 1928, che non è imposta da lui, viene portata direttamente al Congresso e viene approvata anche dai deputati di diverse tendenze politiche, cosa di cui in Cuba non conosciamo più quel tipo di diversità politica».

Per illustrare il doppio standard con cui la sinistra giudica casi simili, Gallardo cita l'ex presidente ecuadoriano Rafael Correa, che anch'egli ricorse a una riforma costituzionale per prolungare il suo soggiorno al potere, governando per tre mandati quando la legge ne prevedeva solo due. «Il fatto che a farlo sia stato un comunista non rende quella formula buona, ma è legale. Diciamo che è legale», rimproverò Costa allo storico.

Tuttavia, il confronto che Gallardo considera definitivo è quello che mette a confronto l'estensione del mandato di Machado —due anni supplementari su un periodo di quattro— con i più di 67 anni che il castrismo è al potere dal 1959. «Abbiamo sei anni, contro 60», ha sentenziato.

Questa differenza di scala rende, secondo il suo parere, impossibile mettere a confronto Machado con l'attuale regime cubano. Gallardo ha aggiunto con ironia che può sollevare questo dibattito proprio perché manca di precedenti come governante.

Il historiador sottolinea inoltre l'eredità concreta di Machado in opere pubbliche come la Carretera Central —circa 1.139 chilometri costruiti in meno di quattro anni— e il Capitolio Nazionale de L'Avana, inaugurato nel 1929, come prova di un presidente che ha mantenuto le sue promesse, in un implicito contrasto con i governanti che sono seguiti dopo il 1959.

Questa intervista si inserisce in una revisione critica della storia repubblicana cubana che Gallardo ha sviluppato insieme a Tania Costa, mettendo in discussione la narrativa ufficiale castrista sul periodo 1902-1958 e sostenendo che quella storia è stata deliberatamente distorta per giustificare la 'Rivoluzione' del 1959.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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