Le Forze Armate Rivoluzionarie (FAR) hanno diffuso un video con una madre e il suo figlio appena uscito dal Servizio Militare Attivo per presentare questa esperienza come una fase di disciplina e superamento, in un momento in cui questa istituzione sta accumulando forti critiche per le morti di giovani durante il loro servizio.
Il materiale, della durata di due minuti e 28 secondi, è stato pubblicato lunedì dal Esercito Centrale di Cuba come parte della campagna ufficiale «#IlSecoloDiFidel», promossa dal regime in vista del centenario della nascita del dittatore Fidel Castro.
«All'inizio, come ogni madre, molta paura, per tutte le circostanze che stiamo vivendo in questo momento nel nostro paese», riconosce la donna prima di affermare di essere «super orgogliosa» di suo figlio per aver svolto il servizio «con diligenza, con disciplina, con coraggio».
Sebbene non specifichi a quali circostanze si riferisca, il suo commento avviene nel mezzo di una profonda crisi economica e sociale caratterizzata da prolungati blackout, scarsità e deterioramento delle condizioni di vita.
Il giovane offre anche un testimonio favorevole e parla dell’orgoglio della sua famiglia e dei suoi vicini. In alcuni momenti, le sue parole riproducono praticamente quelle utilizzate da sua madre, all'interno di un video il cui discorso ruota attorno a un messaggio positivo sul Servizio Militare.
«La Patria li ha convocati e hanno risposto», si legge nel testo con cui le FAR hanno accompagnato la pubblicazione, dove vengono presentati i giovani che concludono questa fase come «cittadini onesti».
Una realtà molto più dura per altre famiglie
L'immagine promossa dalle FAR contrasta con le denunce di decine di famiglie cubane che hanno perso i loro figli mentre stavano svolgendo il Servizio Militare.
Secondo i dati dell'Osservatorio Cubano di Auditore Cittadino, almeno 97 giovani sono morti durante il Servizio Militare tra il 2001 e la primavera del 2026. L'età media delle vittime era di appena 18 anni e il suicidio risulta essere la principale causa di morte documentata.
Tra i recenti casi c'è quello di Abraham Limonta Estrada, di 17 anni, deceduto nel febbraio 2026, e quello di Dailier Rodríguez Tamayo, di 19, morto a marzo mentre svolgeva il Servizio Militare all'Avana.
Otro dei casi che ha avuto maggiore risonanza è quello di Antonio Rassi Roque, di 18 anni, deceduto il 18 agosto 2025 presso l'Unità Militare 5050 «El Calvario», a L'Avana. Sua madre, Mercedes Roque, da più di un anno reclama giustizia per la morte del suo hijo e ha denunciato che il fascicolo è stato archiviato provvisoriamente.
Lo Stato cubano non pubblica statistiche ufficiali sulle morti avvenute durante il Servizio Militare.
Il Servizio Militare Attivo è obbligatorio per i cittadini cubani, secondo la Legge n. 75 sulla Difesa Nazionale. L'iscrizione come prericrutato inizia a 16 anni e Cuba non riconosce l'obiezione di coscienza. Dal 2024 esistono inoltre multe per coloro che non rispettano determinate obbligazioni relative alla registrazione e alle convocazioni militari.
La pubblicazione delle FAR non è riuscita a convincere molti utenti su Facebook.
«È imbarazzante vedere questo nel 2026», ha commentato una persona. Un'altra ha messo in evidenza ciò che accade dopo aver abbandonato l'uniforme: «È tornato, ora quale futuro lo attende? Dove troverà lavoro? A cosa serve il sacrificio?».
Un terzo utente è stato ancora più categorico: «Sei decenni di miseria e repressione hanno dato solo questa dittatura».
I commenti evidenziano il contrasto tra l'immagine di orgoglio e formazione che le FAR tentano di proiettare e le preoccupazioni di molte famiglie cubane riguardo a un servizio obbligatorio che continua a essere circondato da interrogativi sulle condizioni nelle unità militari e sulle morti di giovani.
Archiviato in: