
Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz ha affermato questo martedì che Cuba si integra nell'economia globale «con sovranità e non con sottomissione», in un messaggio pubblicato sul suo account di X che riprende dichiarazioni rilasciate durante il I Colloquio Internazionale «Fidel: eredità e futuro».
«Cuba si inserisce nell'economia mondiale con sovranità e non con sottomissione, fedele all'eredità del Comandante nel centenario della sua nascita, che ci ha insegnato che la sovranità non è negoziabile», ha scritto Marrero nel suo profilo di X, sotto gli hashtag della campagna ufficiale #100AnniConFidel.
Il messaggio amplifica quanto esposto dal Primo Ministro alcuni giorni prima nel panel «Fidel e l'economia mondiale» del colloquio, tenutosi presso il Palazzo delle Convenzioni dell'Avana dal 10 al 13 agosto, in occasione delle celebrazioni per il centenario della nascita di Fidel Castro.
In quel forum, Marrero ha difeso le 176 trasformazioni economiche e sociali approvate a giugno del 2026 —organizzate in 23 assi— come misure «cento per cento cubane», e ha respinto l'idea che il regime stia replicando i modelli di Cina o Vietnam.
«Il socialismo cubano non può essere una teoria rigida», ha affermato il primo ministro, presentando il pacchetto di riforme come un'adattamento sovrano alle sfide dell'economia globale e non come un abbandono del sistema.
Il pacchetto approvato a giugno include un maggiore spazio per le piccole e medie imprese private, l'apertura della banca e delle case di cambio a attori non statali sotto la supervisione della Banca Centrale, facilitazioni per l'investimento straniero e riforme nel commercio estero.
Il regime presenta queste misure come una «aggiornamento del modello socialista», sebbene i critici sottolineino che introducono elementi di mercato che contraddicono decenni di discorso ufficiale.
Il discorso sulla «sovranità non negoziabile» è una risorsa ricorrente del governo cubano per giustificare sia la resistenza alle pressioni esterne —comprese quelle dell'embargo statunitense e le condizionalità degli organismi finanziari internazionali— sia la legittimità interna dei cambiamenti che ampliano il settore privato.
L'uso del centenario di Castro come quadro ideologico cerca di conferire continuità rivoluzionaria a un pacchetto di riforme che, per i settori critici, rappresenta un cambio verso formule di mercato che lo stesso regime ha combattuto per decenni.
Il colloquio ha riunito più di 1.500 delegati provenienti da 63 paesi, di cui oltre 1.000 stranieri, e ai suoi eventi conclusivi hanno partecipato Miguel Díaz-Canel, Raúl Castro, Esteban Lazo e Roberto Morales Ojeda.
Le dichiarazioni arrivano in un contesto a Cuba di una delle sue crisi economiche più profonde, caratterizzata da blackout prolungati, scarsità di carburante e cibo, inflazione sostenuta e un esodo di popolazione senza precedenti.
Il governo cubano ha dichiarato il 2026 come l'«Anno del Centenario» e ha esteso l'agenda commemorativa fino al 4 dicembre, data del decimo anniversario della sepoltura di Castro nel cimitero di Santa Ifigenia a Santiago di Cuba.
Video correlati:
Archiviato in: