Manuel Marrero Cruz: «Morire per la patria è vivere»

Manuel Marrero CruzFoto © Cubadebate

Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz ha richiamato questo lunedì un anniversario del XIX secolo per lanciare un messaggio di natura patriottica e rivoluzionaria: sul suo profilo di X ha commemorato il 156° anniversario dell'esecuzione di Pedro «Perucho» Figueredo, autore dell'Inno Nazionale di Cuba, citando la frase che la tradizione storica gli attribuisce di fronte al plotone di esecuzione.

«A 156 anni dal fucilazione di Perucho Figueredo, autore del nostro Inno di Bayamo, 'la Patria vi contempla orgogliosa', perché come disse lui stesso poco prima di cadere, 'morire per la Patria è vivere'», scrisse Marrero Cruz sotto l'hashtag #CubaViveEnSuHistoria.

Pedro Felipe Figueredo Cisneros nacque a Bayamo il 18 febbraio 1818. Avvocato, musicista e combattente mambí, compose la melodia di La Bayamesa nel 1867 e scrisse il suo testo il 20 ottobre 1868, quando le forze indipendentiste presero la città di Bayamo all'inizio della Guerra dei Dieci Anni.

Secondo la tradizione storica cubana, Figueredo redasse i versi sulla marcia, dalla groppa del suo cavallo, rispondendo al grido popolare dopo la vittoria mambisa.

La strofa più conosciuta dell'inno recita: «Al combattimento correte, bayamesi, / che la patria vi osserva con orgoglio. / Non temete una morte gloriosa, / perché morire per la patria è vivere».

La Guerra dei Dieci Anni —prima grande contesa indipendentista cubana contro la Spagna, iniziata con il Grito di Yara il 10 ottobre 1868 da Carlos Manuel de Céspedes— fu il contesto in cui Figueredo partecipò attivamente fino alla sua cattura.

Troppe spagnole lo arrestarono malato nell'agosto del 1870 e lo trasferirono a Santiago di Cuba, dove fu condannato a morte e giustiziato il 17 agosto 1870, all'età di 52 anni.

La tradizione storica riporta che, fermo davanti al plotone, gridò: «Morire per la Patria è vivere!», trasformando quel verso dell'inno in simbolo del suo martirio.

La Assemblea Costituzionale adottò La Bayamesa come Inno Nazionale Cubano il 5 novembre 1900. Nella sua versione ufficiale attuale vengono cantate soltanto le prime due strofe.

Il messaggio di Marrero si inserisce nel consueto schema del regime cubano di appellarsi a figure ed episodi del XIX secolo per rafforzare il suo discorso di resistenza e continuità rivoluzionaria, particolarmente intensificato nel 2026, anno ufficialmente dichiarato del centenario di Fidel Castro.

Due giorni prima, il primo ministro aveva pubblicato sulla stessa rete sociale che «Fidel vive in ogni luogo dove si difendono la verità e la giustizia», e il 13 agosto aveva concluso i suoi post con gli slogan «Viva Fidel! Patria o morte, vinceremo!».

Il tweet su Figueredo ha accumulato appena 301 visualizzazioni e un «mi piace», senza commenti, il che riflette il scarso eco che queste proclami ufficiali generano tra gli utenti della piattaforma.

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