L'economista Pedro Monreal distrugge l'articolo di Cubadebate: «L'unica cosa degna di nota è la didascalia»

Economista cubano Pedro MonrealFoto © X / Pedro Monreal

L'economista Pedro Monreal ha smontato un articolo pubblicato dal portale ufficialista Cubadebate riguardo ai prezzi a Cuba, definendolo «mediocre».

«L'unica cosa salvabile è la didascalia, dove viene appena menzionata l'offerta e la domanda. Il resto è pura parola.» ha affermato l'esperto.

Il testo criticato da Monreal, pubblicato senza identificare l'autore nella sezione «Pensare il Diritto» del mezzo statale, porta il titolo «Mi stanno facendo pagare di più? Cosa dice il Diritto sui prezzi» e affronta la crisi dei prezzi che affligge l'Isola da un punto di vista esclusivamente giuridico, citando una serie di decreti e risoluzioni anziché analizzare le vere cause economiche dell'inflazione.

In his critique published on X, Monreal contrasted the bureaucratic approach of the article with a fundamental definition that the official text avoids.

«Il prezzo esprime la relazione di scambio tra un bene o un servizio e un'unità monetaria. È una relazione economica, non una finzione imposta per decreto. Si forma attraverso l'interazione tra offerta e domanda, condizionata dai costi di produzione, dalla concorrenza, dalla percezione del valore da parte del consumatore e da fattori esterni come l'inflazione o le regolamentazioni», dettaglia.

L'economista è stato ancora più diretto nel sottolineare il contesto politico dell'articolo: «La lunga lista di norme citate nell'articolo riflette una burocrazia di partito e governativa sempre più confusa su come correggere i propri errori».

Il testo di Cubadebate accumula riferimenti al Decreto 24 del 2020 riguardante le facoltà per l'approvazione dei prezzi, al Decreto 156 del 2026 del Consiglio dei Ministri, alla Risoluzione 16/2026 del Ministero del Commercio Interno - che regola il cosiddetto «Mercato di Quartiere» - e alle Risoluzioni 160 e 161 del 2026 del Ministero delle Finanze e dei Prezzi, che stabiliscono esenzioni e agevolazioni dell'Imposta sulle Vendite per determinati circuiti commerciali.

Per Monreal, questa accumulazione normativa non spiega nulla: è la scusa di una burocrazia che confonde il quadro legale con la realtà economica.

E ha concluso la sua analisi con una sentenza che riassume la contraddizione centrale del modello cubano: «I mercati finiscono sempre per lanciare un segnale ai prezzi burocratici e per ricordare al funzionario che non sono né la Gaceta Oficial né le sue tabelle Excel a dare ordini, ma la realtà».

In giugno, il regime ha annunciato un pacchetto di 176 misure economiche, che includevano la fine dei controlli centralizzati sui prezzi, sostenendo che i limiti precedenti avevano generato scarsità e deviazioni verso il mercato nero.

Giorni dopo, il Ministero delle Finanze e dei Prezzi ha formalmente eliminato i limiti ai prezzi al dettaglio massimi per cinque prodotti di base di importazione: pollo a pezzi, oli commestibili -eccetto l'olio d'oliva-, latte in polvere, pasta alimentare e salsicce.

Ma ad agosto, le autorità provinciali di Villa Clara, Santiago di Cuba, Guantánamo, Holguín, Matanzas e Pinar del Río hanno reintrodotto controlli sui prezzi per i prodotti alimentari di base, in modo unilaterale e disordinato.

«Il presunto approccio più liberale delle 176 misure è svanito in meno di due mesi», ha criticato Monreal, che ha riassunto il caos con una frase lapidaria sul suo profilo Facebook: «176 misure e un solo risultato: dimostrare che non hanno imparato nulla».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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