
Video correlati:
Un rapporto pubblicato giovedì dall'Istituto Juan de Mariana sostiene che la Spagna ha destinato l'equivalente di 4.994 milioni di euro al sostegno finanziario del regime cubano negli ultimi trent'anni, attraverso successive cancellazioni e ristrutturazioni del debito.
Il studio, intitolato "Il prezzo di sostenere il castrismo", è stato reso noto in coincidenza con il quinto anniversario delle proteste dell'11 luglio 2021.
Según i suoi autori, il calcolo non si limita all'importo del debito perdonato, ma incorpora il costo finanziario che avrebbe comportato per Cuba ottenere quel finanziamento in condizioni normali di mercato.
Il rapporto colloca l'origine di quella cifra in ristrutturazione del debito concordata tra Spagna e Cuba nel 2016. In quell'operazione sono stati rinegoziati 2.444 milioni di euro, di cui 1.492 milioni sono stati condonati direttamente a titolo di interessi di mora, circa il 60% del totale.
Da allora, nuove operazioni di alleggerimento finanziario hanno ridotto il debito pendente a circa 286 milioni di euro, il che significa che il regime cubano avrebbe visto perdonati quasi il 90 % degli obblighi riconosciuti in quel accordo.
I autori sostengono che, se non fosse avvenuta quella cancellazione e rifinanziamento, il debito avrebbe raggiunto nel 2026 un valore approssimativo di 5.280 milioni di euro, motivo per cui stimano in 4.994 milioni il costo economico effettivo del sostegno spagnolo.
Lo studio si concentra anche su le decisioni adottate durante il governo di Pedro Sánchez. Ricorda che in ottobre 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato una nuova ristrutturazione del debito cubano per 193,4 milioni di euro e sottolinea che, a maggio 2026, la Corte Suprema ha costretto il Ministero dell'Economia a rendere pubblici i dettagli di queste operazioni dopo aver annullato la dichiarazione di segretezza con cui erano state classificate.
Más allá della deuda, il rapporto sostiene che il sostegno spagnolo include programmi di cooperazione e finanziamento destinati a diversi ambiti dello Stato cubano, tra cui progetti energetici, iniziative di digitalizzazione amministrativa, assistenza tecnica, aiuti alimentari e operazioni di fornitura di materiale Poliziesco.
Asimismo, segnala che diverse comunità autonome hanno finanziato progetti di cooperazione con Cuba nel corso degli ultimi decenni. Il documento sottolinea in particolare il caso del Paese Basco, che avrebbe canalizzato oltre 41 milioni di euro tra il 1993 e il 2019 e ha approvato altri 250.000 euro nel giugno di quest'anno. Menziona anche iniziative promosse dalla Catalogna, dalla Galizia e da altre regioni.
Il rapporto sottolinea inoltre un'apparente contraddizione: mentre la Spagna ha ridotto sostanzialmente il debito dello Stato cubano, più di 150 aziende spagnole continuano ad accumulare debiti nell'isola per 255 milioni di euro, cifra che sale a 318 milioni se si includono fondi trattenuti e dividendi bloccati. Secondo lo studio, alcune di queste compagnie sono già finite in procedura di fallimento.
Gli autori inquadrano il supporto spagnolo all'interno di una lunga storia di sussidi internazionali che, a loro avviso, hanno permesso la sopravvivenza economica del regime cubano. Il documento menziona gli aiuti ricevuti dalla vecchia Unione Sovietica, dal Venezuela e, più recentemente, dalla Russia.
In conclusione, l'Istituto Juan de Mariana sostiene che decenni di supporto finanziario esterno non hanno generato riforme politiche ed economiche a Cuba e afferma che il regime continua a dipendere da sussidi internazionali mentre persistono la crisi economica, l'emigrazione di massa e la repressione politica nell'isola.
Archiviato in: