Una cubana di Ciego de Ávila ha mostrato quanto ha dovuto spendere per viaggiare fino all'Avana per un colloquio per il visto per il Messico, e i conti rivelano una realtà che colpisce chi deve spostarsi all'interno dell'isola: un viaggio di appena un giorno può consumare diversi stipendi mensili.
La creatrice di contenuti @SoyBryhtney ha analizzato in un video di Facebook le spese di trasporto, alloggio e cibo che ha affrontato per poter rispettare il suo appuntamento consolare nella capitale.
Solo il passaggio da Ciego de Ávila a La Habana gli è costato 15.000 pesos cubani (CUP). Per tornare ha dovuto pagare altri 15.000, quindi in totale ha speso 30.000 CUP solo per il trasporto.
Alla fine, si sono aggiunti 8.500 CUP per una notte in una casa particolare.
«Sono arrivato alle 13 del giorno 7 e parto alle 12 del giorno 8», ha spiegato nel video.
Durante il tragitto ha speso inoltre 1.500 CUP in cibo, con cui ha comprato un panino con lechón e una lattina di succo.
In totale, trasferirsi fino a L'Avana, dormire una notte e mangiare qualcosa durante il viaggio è costato circa 40.000 CUP, equivalenti a circa 57,55 dollari, considerando un tasso informale vicino a 695 CUP per dollaro.
Un viaggio che equivale a diverse mensilità
L'importo acquista un'altra dimensione se confrontato con i redditi dei lavoratori cubani.
Il salario minimo è stato fissato a 3.210 CUP mensili dal 1° luglio 2026, mentre il salario medio statale si aggira attorno ai 7.074 CUP.
Ciò significa che i circa 40.000 pesos sborsati dalla giovane equivalgono a oltre cinque salari medi mensili e a più di 12 salari minimi.
Solo i 30.000 CUP che ha pagato per andare e tornare rappresentano più di quattro volte lo stipendio medio di un lavoratore statale.
Il caso riflette così una delle contraddizioni più severe della crisi economica cubana: per eseguire una pratica che può essere fatta solo a L'Avana, un residente di un'altra provincia può essere costretto a spendere in poche ore ciò che impiegherebbe mesi a guadagnare con uno stipendio statale.
Arrivare a L'Avana, un altro problema
Il prezzo non è l'unico ostacolo. Cuba sta attraversando una profonda crisi dei trasporti interprovinciali, segnata dalla scarsità di carburante, dal deterioramento del parco automobilistico e da una drastica riduzione delle frequenze.
Dal 18 giugno 2026, gli autobus nazionali tra L'Avana e le capitali provinciali hanno smesso di operare quotidianamente e hanno iniziato a circolare solo tre volte a settimana.
In alcune regioni la situazione è ancora più complessa. A Villa Clara, ad esempio, i passeggeri devono richiedere autorizzazione presso le commissioni provinciali per accedere a determinati viaggi in autobus o treni nazionali.
All'inizio di agosto, il Ministero dei Trasporti ha annunciato che i biglietti degli autobus nazionali tornerebbero a essere venduti presso agenzie fisiche con solo tre giorni di preavviso. La misura, tuttavia, non aumenta le frequenze disponibili né riduce il peso che il trasporto comporta per le entrate familiari.
Viaggiare nella capitale per poter svolgere un'incombenza
Il motivo del viaggio di @SoyBryhtney aggiunge un'altra dimensione al problema.
Migliaia di cubani residenti al di fuori dell'Avana devono recarsi nella capitale per svolgere pratiche consolari e migratorie, poiché la maggior parte delle rappresentanze diplomatiche straniere è concentrata lì e non ha uffici nelle province.
Questo obbliga ad aggiungere al costo di qualsiasi gestione il trasporto interprovinciale, l'alimentazione e, a seconda dell'orario dell'appuntamento, almeno una notte di pernottamento.
Il video della giovane ha superato le 27.000 visualizzazioni e ha generato decine di commenti, a dimostrazione di quanto la sua esperienza si connetta a una difficoltà quotidiana per coloro che devono viaggiare per pratiche, visite mediche, questioni lavorative o semplicemente per visitare i propri familiari.
Le alternative non sono alla portata di tutti. Viazul, il servizio di autobus rivolto principalmente al turismo, da maggio 2025 richiede il pagamento in euro e tramite carta, condizioni proibitive per numerosi residenti sull'isola.
Todo avviene in un paese dove le stime dell'economista Javier Pérez Capdevila situano in oltre 96.000 CUP il costo mensile di base per persona, dei quali più di 70.000 corrisponderebbero unicamente all'alimentazione.
In quel contesto, i quasi 40.000 pesos spesi da @SoyBryhtney non rappresentano una vacanza né un lusso. Sono stati il prezzo per arrivare a L'Avana, dormire una notte, mangiare un pan con lechón e tornare nella sua provincia dopo aver svolto una pratica consolare.
La sua esperienza mette in evidenza un aspetto sempre più comune a Cuba: per molti cittadini, spostarsi da una provincia all'altra non è più un viaggio quotidiano, ma un costo difficile da sostenere.
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