Il Dipartimento di Stato ha pubblicato questo martedì un video sul suo account ufficiale di X nel quale rivendica due secoli della Dottrina Monroe e si conclude con l'avvertimento che «il dominio statunitense nell'emisfero occidentale non sarà mai più messo in discussione».
Il materiale audiovisivo, di poco più di cinque minuti, cita il presidente Donald Trump, mentre ripercorre l'evoluzione della dottrina dalla sua proclamazione nel 1823 fino ai giorni nostri.
Asimismo, presenta la cattura di Nicolás Maduro il 3 gennaio 2026 —mediante l'Operazione Absolute Resolve— come l'esempio più recente della sua applicazione pratica sotto l'attuale Amministrazione.
Il video traccia un collegamento diretto tra il decreto originale del presidente James Monroe davanti al Congresso —che dichiarava che i continenti americani non potevano essere oggetto di futura colonizzazione europea— e le azioni militari e diplomatiche di Washington nel XXI secolo.
Cuba è menzionata in due momenti chiave del racconto: la guerra ispano-americana del 1898, quando gli Stati Uniti espulsero la Spagna dall'isola ed emersero come potenza dominante nei Caraibi, e la crisi dei missili del 1962, quando il presidente Kennedy invocò la dottrina per chiedere il ritiro dei missili sovietici in uno scontro che durò 13 giorni.
La pubblicazione si inserisce in una strategia più ampia che l'amministrazione Trump ha denominato «Dottrina Donroe» —contrazione di Donald e Monroe—, la cui prima applicazione pratica è stata proprio l'arresto di Maduro a Caracas.
Il segretario della Guerra Pete Hegseth ha formalizzato questa dottrina in un vertice emisorale a Miami nel marzo del 2026 e l'ha reiterata dalla Base Navale di Guantánamo il 10 giugno, dove ha affermato che «ciò che accadrà con il futuro di Cuba è nelle mani del presidente degli Stati Uniti».
La pressione su La Habana è aumentata nelle ultime settimane. Il 6 agosto, Washington ha annunciato sanzioni contro cinque entità e otto funzionari cubani legati al Ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie, tra cui Tecnoimport, Duna S.A. e l'Impresa Militare Industriale Yuri Gagarin.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha riassunto la strategia con un'affermazione incisiva venerdì scorso: «Ogni volta che trovano una via d'uscita, la chiudiamo».
Il regime cubano ha risposto con una retorica di sovranità. Il rappresentante de L'Avana presso l'ONU, Ernesto Soberón Guzmán, ha dichiarato a giugno che il futuro di Cuba «appartiene unica e esclusivamente al popolo e al governo cubani» e che pensare il contrario è «completamente e assolutamente sbagliato».
La Strategia di Sicurezza Nazionale 2025 di Trump stabilisce esplicitamente che gli Stati Uniti «faranno rispettare la Dottrina Monroe per ripristinare la loro preminenza nell'emisfero occidentale», trasformando Cuba —insieme a Venezuela e Nicaragua— in uno dei fulcri centrali di questa politica di massima pressione.
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