
Le autorità del Consiglio di Amministrazione Municipale di Songo-La Maya, nella provincia di Santiago di Cuba, hanno fissato questo lunedì i prezzi di riferimento per l'olio e le uova, in risposta all'aumento incontrollato dei prezzi degli alimenti, sebbene la misura abbia escluso altri prodotti di base che registrano anch'essi aumenti significativi.
Amparate nelle risoluzioni 345 e 350, le autorità hanno stabilito un tetto di 2.500 pesos cubani per ogni litro di olio e di 110 pesos per ogni uovo.
I dirigenti municipali si sono affrettati a chiarire che non si tratta di prezzi massimi in senso stretto, ma di «valori ottenuti da una valutazione dei costi e delle spese associate alla commercializzazione di questi prodotti».
La distinzione semantica non cambia il fondo: qualsiasi esercizio che venda al di sopra di questi valori si espone a sanzioni severe.
Sotto il Decreto-Ley 91, articolo 12, inciso j), i trasgressori potranno ricevere multe fino a 60 rate di 1.000 pesos ciascuna, il che equivale a 60.000 pesos cubani in totale.
Oltre alle multe, le autorità hanno annunciato il sequestro della merce, la parziale sospensione dell'attività e la chiusura dell'azienda per un periodo di fino a tre mesi.
Per canalizzare le denunce, il governo municipale ha attivato tre linee telefoniche: Assistenza alla Popolazione (22378529), Direzione Municipale delle Finanze e dei Prezzi (22378149) e la DIS (223788283).
La misura arriva in un momento in cui l'olio veniva venduto tra 4.000 e 7.000 pesos al litro in diverse zone del paese, e le uova raggiungevano tra 250 e 300 pesos l'unità a Santiago di Cuba, con cartoni da 30 unità che arrivavano a 7.500 pesos.
Songo-La Maya si aggiunge così a una catena di fissazioni dei prezzi che attraversa l'isola sin dai primi di agosto. Guantánamo è stata la prima ad agire, il 5 agosto, con un prezzo di riferimento di 2.200 pesos al litro di olio; sono seguite Moa e Banes, a Holguín, con lo stesso valore; San Luis ha fissato il prezzo dell'olio a 2.200 pesos e quello delle uova a 120 pesos l'8 agosto; Villa Clara ha stabilito quel giorno stesso tetti di 2.500 pesos al litro di olio e 110 pesos per le uova; e Matanzas si è aggiunta domenica con valori identici.
Il detonatore di questa spirale è stata la Risoluzione 150/2026 del Ministero delle Finanze e dei Prezzi, che il 20 giugno ha eliminato i limiti nazionali per l'olio, il pollo a pezzi, il latte in polvere, la pasta alimentare e le salsicce; il 16 luglio, il Consiglio dei Ministri ha anche rimosso il limite per il riso.
La paradosso è evidente: il regime ha liberalizzato i prezzi a giugno e ora i comuni li riprendono in controllo per la pressione popolare, in un passo indietro che gli stessi economisti mettono in dubbio.
Gli economisti Pedro Monreal ed Elías Amor hanno criticato il reimposizione dei prezzi massimi, definendola «assurda» e avvertendo che storicamente genera carenza e spinge i prodotti verso il mercato nero, senza risolvere l'inflazione di fondo.
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