Il governo di Guantánamo fissa il prezzo dell'olio a 2.200 pesos: applicherà sanzioni, sequestri e chiusure contro i trasgressori

Olio commestibile a Cuba (Immagine di riferimento)Foto © Facebook/Periódico Venceremos

Il governo municipale di Guantánamo ha stabilito in 2.200 pesos per unità il prezzo di riferimento per la vendita al dettaglio dell'olio, ma ha negato che la misura costituisca un nuovo tetto, nonostante abbia annunciato sanzioni contro coloro che non rispettano le disposizioni.

Il Consiglio di Amministrazione Municipale di Guantánamo ha comunicato che la decisione è stata presa dopo aver analizzato le lamentele della popolazione riguardo all'aumento «indiscriminato» del prezzo e aver esaminato i costi e le spese legate alla commercializzazione del prodotto.

«Si chiarisce che non si tratta di un prezzo bloccato (anche se lo sta bloccando!), ma del risultato della valutazione economica effettuata sui costi e sulle spese di commercializzazione», ha dichiarato il comunicato.

La nota ufficiale non specifica la presentazione, il volume, il tipo né la marca dell'olio a cui corrisponde il prezzo di 2.200 pesos per "unità".

Tuttavia, l'olio di soia raffinato, commercializzato in contenitori da 900 millilitri a un litro, è il più comune nel mercato informale.

Inoltre, la mancanza di precisione lascia una contraddizione evidente: se i 2.200 pesos sono solo un riferimento e non un prezzo massimo obbligatorio, non è chiaro con quale criterio le autorità stabiliranno che un commerciante ha violato la misura.

Ad esempio, la bottiglia da 900 millilitri costerebbe 2.200, oppure sarebbe quella da un litro?

Il Consiglio ha avvertito che rafforzerà le azioni di contrasto e che gli trasgressori potrebbero ricevere multe, subire il sequestro e la vendita forzata del prodotto o affrontare la chiusura temporanea dei loro stabilimenti per un periodo di fino a tre mesi.

Questo annuncio svela una seconda contraddizione evidente. La decisione municipale di «non fissare i prezzi» arriva dopo che il Ministero delle Finanze e dei Prezzi ha formalmente eliminato i prezzi massimi al dettaglio per gli oli alimentari, eccetto che per quello d'oliva, tramite la Risoluzione 150/2026.

Quella norma ha derogato le risoluzioni 225 e 310 del 2024, che avevano stabilito dei limiti per l'olio, il pollo tagliato a pezzi, il latte in polvere, la pasta e le salsicce.

Il pacchetto di riforme approvato dal governo ha previsto anche la decentralizzazione di alcune facoltà sui prezzi verso le imprese e le amministrazioni territoriali.

Tuttavia, la misura di Guantánamo si basa nuovamente su una valutazione dei costi e delle spese e, sebbene presenti i 2.200 pesos come prezzo di riferimento, avverte che applicherà sanzioni a chi non rispetta le disposizioni.

In pratica, un prezzo presentato come orientativo potrebbe fungere da tetto se le attività che lo superano sono esposte a multe, sequestri o chiusure.

D'altra parte, il comunicato non chiarisce quale margine avranno i venditori per riflettere le differenze tra i loro costi di acquisizione e di commercializzazione.

Inoltre, la nuova disposizione contrasta con il discorso pronunciato da Miguel Díaz-Canel prima dell'eliminazione dei controlli generali.

Il governante ha riconosciuto che i limiti non erano riusciti a contenere l'inflazione e che hanno provocato la scomparsa di prodotti, deviazioni verso il mercato illegale e decisioni amministrative incapaci di tenere il passo con i prezzi reali.

«Per questo non continueremo ad affrontare i prezzi in modo generale», ha affermato allora Díaz-Canel.

Il comunicato del governo municipale di Guantánamo sembra contraddire le dichiarazioni dello stesso Díaz-Canel e, a causa delle sue imprecisioni, lascia ampio margine all'interpretazione.

Infine, la decisione potrebbe costituire un precedente e essere replicata da altre amministrazioni locali per fermare l'escalation incontrollata del prezzo dell'olio commestibile a Cuba. 

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