
Il bilancio delle vittime del terremoto che ha colpito la Colombia lunedì continua a crescere: secondo Asocapitales, i morti sono già saliti a 181, i feriti a 1.310 e le strutture crollate a 153 nelle principali città del paese.
Asocapitales -l'Associazione Colombiana delle Città Capitale- è un'organizzazione senza scopo di lucro fondata nel 2012 che raggruppa le 32 città capitali della Colombia, le quali concentrano circa il 47% della popolazione e circa il 55% del prodotto interno lordo del paese.
La sua funzione è quella di articolare risposte coordinate con il Governo Nazionale in caso di emergenze, consolidando i dati dei comuni, degli organismi di gestione del rischio e delle entità nazionali.
Cali e Pereira, le città più colpite
Secondo il bilancio preliminare più recente di Asocapitales -resoo dal direttore esecutivo dell'ente- Cali guida il conteggio con 95 decessi, seguita da Pereira con 66.
Quibdó conta nove morti e Manizales, cinque.
Asocapitales ha sottolineato che Cali e Pereira «concentrano 151 delle 165 morti registrate nelle capitali, equivalenti a oltre il 91% delle vittime fatali segnalate in questi territori».
In un comunicato, l'associazione ha avvertito che le cifre «continuano a essere preliminari e sono soggette a aggiornamenti, poiché le autorità territoriali e gli organismi di risposta rimangono dispiegati nelle zone colpite», il che significa che il numero reale delle vittime potrebbe essere considerevolmente maggiore.
In Cali, un edificio di quattro piani è crollato e i team di emergenza hanno lavorato per salvare eventuali sopravvissuti.
L'associazione ha dettagliato che «dai primi bilanci sono stati segnalati crolli con persone intrappolate, danni alle infrastrutture ospedaliere, strade e stazioni del sistema di trasporto pubblico, così come la necessità di supporto da parte di squadre specializzate di ricerca e soccorso urbano».
En Pereira, secondo Asocapitales, «l'emergenza ha compromesso anche numerosi edifici e infrastrutture strategiche», con «danni all'infrastruttura sanitaria, problemi all'aeroporto Matecaña e difficoltà nelle comunicazioni e nell'approvvigionamento di energia, fattori che hanno reso difficile la redazione del bilancio definitivo».
Il sindaco di Pereira, Mauricio Salazar, ha decretato un coprifuoco dalle sei di sera alle cinque del mattino per prevenire saccheggi, con 1.000 militari dispiegati in 40 punti strategici.
Il sisma più forte degli ultimi 47 anni
Il terremoto di magnitudo 7.4 -verificatosi il 10 agosto alle 7:34 del mattino (ora locale)- ha avuto il suo epicentro a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, a una profondità compresa tra 96 e 103 chilometri.
Il Servizio Geologico Colombiano lo ha classificato come il terremoto di maggiore magnitudo registrato nel paese nel XXI secolo e il più intenso degli ultimi 47 anni, superando in forza il devastante terremoto dell'Eje Cafetero del 1999.
Il Servizio Geologico degli Stati Uniti ha emesso un'allerta arancione stimando che lo scenario più probabile fissa il saldo finale tra 100 e 1.000 morti, con una probabilità del 20% che la cifra superi i 1.000 decessi.
Risposta del governo e solidarietà imprenditoriale
Il presidente Abelardo de la Espriella, che ha assunto l'incarico solo tre giorni prima del terremoto, ha dichiarato un disastro di carattere nazionale e ha istituito un Centro Operativo Unificato.
Nelle ultime ore, il presidente colombiano ha ribadito il suo sostegno alle famiglie colpite e ha annunciato che «disporrà di sussidi per l'affitto» mentre proseguono i lavori di ricostruzione.
L'Associazione Nazionale degli Industriali ha indetto per questo martedì una giornata di solidarietà imprenditoriale con l'obiettivo di «realizzare donazioni, mobilitare capacità e coordinare risorse e soluzioni per affrontare le necessità più urgenti».
Nel frattempo, i soccorritori lavorano contro il tempo nelle zone più colpite, con la certezza che il numero delle vittime continuerà a crescere man mano che le autorità riusciranno ad accedere alle aree che non sono ancora state contabilizzate.
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