
Il libro «Chi è stato veramente Fidel Castro?: Smontando un mito», del giornalista e storico Roberto Álvarez Quiñones, sarà presentato sabato 29 agosto nella discussione «Lunetreando a Miami», organizzata dalla Editorial Lunetra sotto la direzione dello scrittore e editore Pablo Socorro.
L'incontro si terrà nello spazio culturale Sentir Cubano, situato al 3100 SW 8th St (Calle Ocho), Miami, a partire dalle 14:00, e sarà dedicato a quello che gli organizzatori definiscono un «antihomenaje al Monstruo de Birán», in riferimento a Fidel Castro, nato a Birán, Cuba, il 13 agosto 1926.
La presentazione avviene in un momento di intensa battaglia editoriale attorno alla figura del dittatore cubano: il 2026 è l'anno del centenario della sua nascita, e dall'Isola il regime ha promosso opere di esaltazione come «Voces con Fidel. Memoria y legado revolucionario», mentre dall'esilio e dalla dissidenza sono proliferati titoli critici che cercano di contrastare quella narrativa ufficiale.
Secondo l'opinione sul libro pubblicata da Pablo Socorro sul suo profilo Facebook, questo pone fin dall'inizio una domanda che attraversa tutta l'opera: «Chi è stato realmente Fidel Castro? Il liberatore che prometteva una nazione nuova o l'architetto di un sistema che ha soffocato le libertà fondamentali? Lo stratega brillante o il caudillo che ha confuso per decenni il proprio destino personale con quello di un intero popolo?»
Il testo avverte che «quando un regime controlla l'istruzione, la stampa, la cultura e il racconto storico per decenni, il confine tra l'uomo reale e il personaggio creato finisce per sfumarsi. Allora la storia cessa di essere una ricerca della verità per diventare un esercizio di venerazione».
Ciò che distingue quest'opera da altre approcci critici al castrismo è il percorso del suo autore. Álvarez Quiñones —nato a Ciego de Ávila nel 1941, laureato in Storia presso l'Università dell'Avana— non scrive dall'esterno del sistema: ha lavorato come commentatore internazionale presso la televisione cubana e come giornalista per il quotidiano Granma prima di rompere con il regime e stabilirsi negli Stati Uniti nel 1995.
Da allora, ha sviluppato una vasta carriera nei media dell'esilio: è stato editor e commentatore economico del quotidiano La Opinión di Los Angeles per dodici anni, analista economico di Telemundo California e collaboratore di pubblicazioni come ABC di Madrid, Independent di Londra e El Nuevo Herald. È autore di otto libri ed è membro dell'Accademia di Storia di Cuba in Esilio.
Il testo di Socorro sottolinea che quell'esperienza interna «non sostituisce l'evidenza documentale, ma offre un angolo di osservazione che pochi autori possono offrire». L'opera, secondo lo stesso testo, «non intende distruggere un mito per sollevarne un altro», ma «invita a rivedere i fatti, a confrontare le versioni e a chiedersi quanto di ciò che per decenni è stato presentato come verità storica resisterebbe a un esame imparziale».
Il lettore troverà, come annuncia il prologo, «episodi ampiamente conosciuti accanto ad altri molto meno diffusi; documenti, testimonianze, aneddoti e confronti storici che mirano a comporre un ritratto diverso del dirigente cubano. Alcune conclusioni risulteranno scomode; altre sorprenderanno anche coloro che credono di conoscere bene la storia recente di Cuba».
Come unicità commerciale, il libro non sarà disponibile tramite Amazon. Pablo Socorro ha spiegato che «a causa di disaccordi editoriali —e non di principi— con Amazon […] il libro non ha potuto essere pubblicato su quella piattaforma, quindi è stato caricato su Lulu.com», dove è già disponibile per l'acquisto. L'editore ha promesso di dettagliere le ragioni del disaccordo con la piattaforma in un prossimo articolo.
Questo titolo si aggiunge ad altri sforzi editoriali dell'esilio cubano per demistificare la figura di Castro nell'anno del suo centenario, tra cui «El lector Fidel», dello scrittore cubano Michael H. Miranda, che mette in discussione l'immagine del dittatore come grande intellettuale.
Socorro chiude la sua recensione del volume con un'affermazione che riassume lo spirito dell'opera: «Nessuna rivoluzione, nessuna ideologia e nessun leader dovrebbero mai posizionarsi al di sopra della verità. Solo quando i miti sono sottoposti all'esame dei fatti inizia realmente la storia».
En la stessa riunione di presentazione del libro di Álvarez Quiñones, sarà lanciato il volume "Voy a escribir una carta al Comandante - Crónicas de un exiliado", di Lilo Vilaplana. Si tratta, come riportato in un altro post da Pablo Socorro, di una "raccolta di articoli e riflessioni pubblicati sui social media dal rinomato cineasta e scrittore.
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