Più elogi a Fidel verso il suo centenario: Un panel di poeti esalta il dittatore

Il regime cubano ha riunito un panel di poeti per esaltare Fidel Castro nella Biblioteca Nazionale, come parte del 32° Festival Internazionale di Poesia dell'Avana che onora il centenario dell'ex dittatore. L'evento, organizzato dall'Istituto Cubano del Libro, ha visto la partecipazione di figure come Nancy Morejón e il peruviano Hildebrando Pérez. Il dispiegamento propagandistico contrasta con la crisi che sta attraversando Cuba: calo del PIL, blackout di oltre 24 ore e un esodo storico.



Da sinistra a destra: Nancy Morejón, Waldo Leyva, Hildebrando Pérez e Alex PausidesFoto © FB/Istituto Cubano del Libro

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Mentre Cuba registra interruzioni di corrente superiori alle 24 ore, scarsità di cibo e ciò che gli organismi delle Nazioni Unite hanno definito come «collasso umanitario», il regime non lesina risorse per celebrare con versi e tavole letterarie il centenario dell'uomo che ha ideato quel sistema.

Questo venerdì, l'Istituto Cubano del Libro ha informato sui propri social media che presso la Biblioteca Nazionale José Martí si è tenuto l'«Incontro di Poeti per la Pace e la Vita», in omaggio al centenario di Fidel Castro, che si celebrerà il 13 agosto prossimo.

Il evento ha fatto parte del 32° Festival Internazionale di Poesia dell'Avana, tenutosi dal 26 al 30 maggio 2026 e dedicato, nella sua edizione centrale, all'ex dittatore. Il manifesto ufficiale dell'evento lo riassume senza mezzi termini: «In Tributo al Centenario di Fidel (1926-2026)».

Captura di FB/Istituto Cubano del Libro

La sessione è stata moderata da Waldo Leyva, Premio Nazionale di Letteratura 2024, e ha visto la partecipazione di Nancy Morejón, Premio Nazionale di Letteratura 2001, e Alex Pausides, direttore del Centro Culturale CubaPoesía. Ha partecipato anche il poeta peruviano Hildebrando Pérez Grande, insieme ai cubani Germán Sánchez, Oscar Oramas e Luis Toledo Sande.

Il manifesto ufficiale del festival includeva inoltre tra gli invitati Tarek William Saab, funzionario del governo di Nicolás Maduro in Venezuela, il che illustra con chi condivide il palco il regime cubano quando si tratta di celebrare il suo fondatore: con i rappresentanti delle altre dittature del continente.

Il incontro è appena un altro ingranaggio nella macchina propagandistica che il governo di Miguel Díaz-Canel ha avviato per l'anno che ha ufficialmente denominato «Anno del Centenario del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz». Il programma include il I Colloquio Internazionale «Fidel: eredità e futuro», previsto per agosto presso il Palazzo delle Convenzioni dell'Avana, la pubblicazione di 23 volumi di Opere Scelte con oltre 600 documenti, carovane giovanili, piantumazione di alberi e restauro di musei.

Il festival, che ha riunito oltre 100 poeti provenienti da più di 17 paesi, rende anche omaggio a José Lezama Lima e Rainer Maria Rilke, sebbene l'omaggio centrale sia inequivocabilmente dedicato a Castro, il quale, a quanto se ne sa, non ha mai scritto poesia. L'Istituto Cubano del Libro, organizzatore dell'incontro, è un organismo statale subordinato al Ministero della Cultura, il che sottolinea il carattere ufficiale e istituzionale di questi omaggi letterari all'ex dittatore.

Il contrasto con la realtà che vive il popolo cubano non potrebbe essere più brutale. L'economista Pedro Monreal ha recentemente avvertito che il PIB cubano potrebbe calare fino al 15% nel 2026 in uno scenario critico; la CEPAL ha stimato una flessione del 6,5% e The Economist Intelligence Unit del 7,2%. Cuba produce appena 40.000 barili al giorno di petrolio quando ha bisogno di tra 90.000 e 110.000, il che si traduce in blackout che in diverse province superano le 24 ore continuative. Questo, senza contare lo stato critico delle termolettriche del paese.

A questa crisi energetica si aggiungono la scarsità generalizzata di cibo e medicinali, il deterioramento dei servizi di base e un esodo che è già considerato il maggiore della storia recente cubana, iniziato nel 2021, con più di un milione di cubani che hanno abbandonato l'isola. Organismi delle Nazioni Unite hanno utilizzato a febbraio del 2026 l'espressione «collasso umanitario» per descrivere la situazione verso cui si dirige la nazione caraibica.

Questo è il vero lascito dell'uomo a cui poeti nazionali e internazionali hanno dedicato i loro versi venerdì nella Biblioteca Nazionale: un paese in collasso, svuotato dall'esodo e immerso nell'oscurità, sia letterale che figurata, mentre il regime che lui ha fondato investe energie per celebrare il suo centenario con panel di letteratura, carovane giovanili e 23 volumi di opere scelte.

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Redazione di CiberCuba

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