Il New York Times rivela gli obiettivi della nuova forza speciale della CIA per Cuba

Ramón Romero CurbeloFoto © X / CIA, foto modificata con IA

La CIA ha segretamente istituito un gruppo di lavoro dedicato esclusivamente a Cuba con l'obiettivo di coordinare una campagna di pressione per forzare cambiamenti economici, politici e di leadership nell'isola, secondo quanto rivelato mercoledì da The New York Times citando fonti informate sulla misura.

Il gruppo ha già iniziato a incorporare ufficiali di caso specializzati nel reclutamento e nella gestione di spie, analisti d'intelligence, specialisti in ciberoperazioni ed esperti in operazioni coperte di influenza.

Secondo le stesse fonti, la sua creazione permetterà all'agenzia di «dirigere rapidamente più risorse finanziarie, umane e tecniche verso Cuba».

Il mandato del gruppo, secondo il NYT, è più limitato rispetto a quello del suo predecessore storico: «creare fratture tra l'élite politica cubana, con la speranza di spingere i cubani a sostituire i dirigenti considerati di linea dura antiamericana con leader più pratici e disposti ad accettare le richieste di Trump».

A differenza del gruppo di lavoro che nel 1961 supervisionò l'addestramento e l'equipaggiamento della Brigata 2506 —circa 1.400 esuli cubani che lanciarono la fallita invasione della Baia dei Porci— l'attuale non ha partner cubani organizzati.

La rivelazione arriva un giorno dopo che Politico ha riportato che gli Stati Uniti avevano rafforzato la loro presenza di intelligence a Cuba con personale e risorse aggiuntive negli ultimi mesi.

Una fonte ha descritto quel movimento come un'ampliamento della «presenza» della CIA nel territorio cubano, mentre un'altra lo ha inquadrato in una strategia più ampia per costringere il regime a cedere, pur precisando che Trump «preferisce ancora la diplomazia».

La nuova struttura si inscrive in un'escalation sostenuta che Washington ha mantenuto su L'Avana lungo tutto il 2026. A maggio, il direttore della CIA, John Ratcliffe, ha visitato L'Avana e ha comunicato al regime che gli Stati Uniti avrebbero affrontato questioni economiche e di sicurezza solo se Cuba avesse realizzato «cambiamenti fondamentali».

La CIA ha pubblicato immagini di quella visita sul suo account ufficiale di X con la località «Havana, Cuba», un gesto descritto come inusuale per l'agenzia.

Poco dopo, il Dipartimento di Giustizia ha presentato accuse penali federali contro Raúl Castro per l'abbattimento di due aerei di Hermanos al Rescate nel 1996, in cui sono morti quattro cittadini statunitensi.

Ese stesso giorno, Trump dichiarò pubblicamente: «Abbiamo la CIA lì e Marco lì», riferendosi a Cuba e al segretario di Stato Marco Rubio.

Rubio, di origine cubano-americana, è identificato come il principale artefice di questa politica di massima pressione. Una fonte citata da Politico lo ha descritto senza mezzi termini: Cuba è «una enorme priorità per Rubio».

Desde febbraio 2026, gli aerei P-8A Poseidon, RC-135V Rivet Joint e il drone MQ-4C Triton hanno accumulato oltre 150 ore di sorveglianza aerea attorno all'isola, in più di 20 voli, alcuni a meno di 64 km dalla costa.

Il contesto di tutta questa pressione è la cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi il 3 gennaio 2026, che ha interrotto il flusso di petrolio venezuelano verso Cuba e ha aggravato una crisi energetica già grave nell'isola.

Il modello applicato in Venezuela è stato indicato come riferimento diretto per la strategia che Washington sta attuando ora nei confronti del regime cubano.

Una fonte anonima citata da Politico ha avvertito che il dispiegamento di intelligenza «costituisce un passo tattico che potrebbe facilitare un'operazione di questa natura», in riferimento a una possibile azione militare, anche se altre fonti hanno sottolineato che Washington utilizzerà «tutti gli strumenti convenzionali» prima di arrivare a quel punto.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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