
La Florida ha registrato 17 casi di lebbra nel 2026, principalmente nella regione centrale dello stato, secondo quanto riportato da People.
La cifra si aggiunge a una tendenza al rialzo sostenuta, che ha trasformato lo stato del sole nel principale focolaio della malattia negli Stati Uniti.
La cifra arriva dopo che il 2025 si è chiuso con 36 casi, il totale annuale più alto dalla registrazione della malattia da parte del Dipartimento della Salute della Florida nel 1992, secondo quanto riportato da Univision.
L'evoluzione è notevole: lo stato è passato da appena otto casi nel 2022 a 23 nel 2023; 20 nel 2024; e 36 nel 2025.
Florida, epicentro nazionale
Lo stato della Florida ha concentrato 36 dei 174 casi segnalati in tutto il Paese nel 2025, secondo i dati del Programma Nazionale per la Malattia di Hansen.
A livello nazionale, il numero totale è diminuito rispetto agli anni precedenti - 205 casi nel 2024 e 225 nel 2023 - ma la Florida va controcorrente.
La concentrazione geografica si riferisce al corridoio dell'autostrada I-4, nel centro dello stato.
I comuni con diagnosi confermate nel 2026 includono Brevard, Charlotte, Duval, Highlands, Lake, Lee, Manatee, Miami-Dade, Okeechobee, Orange, Seminole, St. Johns, Sumter e Volusia.
Un dato especialmente rilevante è che 27 dei 36 casi del 2025 in Florida sono stati probabilmente acquisiti all'interno dello stato stesso.
Una pubblicazione del 2025 nella rivista Emerging Infectious Diseases è stata più diretta: ha sottolineato che la lebbra «ora è considerata endemica» in alcune parti del sud-est degli Stati Uniti, in particolare in Florida.
Il ruolo degli armadilli
Le autorità sanitarie stanno indagando sul ruolo dei tatù a nove bande come possibile fonte di infezione.
Questi animali sono uno dei pochi serbatoi naturali conosciuti del batterio Mycobacterium leprae, e si stima che tra il 15% e il 20% degli esemplari in alcune zone del sud del paese lo portino.
Un studio del 2015 del Programma Nazionale della Malattia di Hansen ha confermato che questi animali possono trasmettere il batterio agli esseri umani toccandoli o tenendoli in braccio.
La malattia può successivamente diffondersi tra le persone attraverso contatti ravvicinati e prolungati con fluidi nasali e salivari di qualcuno infetto non trattato.
Il Dr. Joseph Ladapo, Chirurgo Generale dello Stato della Florida, si è espresso pubblicamente nel luglio 2026 durante un'apparizione a Orlando per evidenziare questa possibile connessione, pur volendo tranquillizzare la popolazione e affermando che «la lebbra rimane poco comune negli Stati Uniti».
Che cos'è la lebbra e come si tratta?
La lebbra, o malattia di Hansen, è causata dal batterio Mycobacterium leprae e colpisce la pelle, i nervi periferici, gli occhi e il rivestimento del naso.
Secondo gli Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), il batterio può impiegare fino a 20 anni per manifestare sintomi dopo il contagio.
Tra i segnali più comuni ci sono macchie sulla pelle con perdita di sensibilità, intorpidimento o debolezza nelle mani e nei piedi, e lesioni cutanee che non migliorano.
Senza trattamento, può provocare disabilità permanenti.
La buona notizia è che la malattia è curabile: si tratta con antibiotici per uno o due anni.
Inoltre, i CDC sottolineano che circa il 95% della popolazione possiede una resistenza naturale alla bacteria.
La trasmissione tra le persone richiede un contatto ravvicinato e prolungato per mesi con qualcuno infetto senza trattamento.
Non si contagia con una stretta di mano né sedendosi accanto a una persona malata.
Un panorama sanitario complesso
Il riemergere della lebbra non è l'unico problema sanitario che la Florida deve affrontare nel 2026.
Il stato registra anche un focolaio di morbillo con oltre 141 casi confermati quest'anno, un focolaio di ciclosporiasi attivo da maggio e casi di batteri Vibrio vulnificus (batteri mangia carne), che delineano un panorama sanitario complesso.
Le autorità raccomandano di evitare di maneggiare armadilli selvatici, specialmente se sono morti o malati, e di cercare assistenza medica in caso di qualsiasi cambiamento persistente nella pelle o perdita di sensibilità, soprattutto se si ha una storia di contatto con questi animali o con persone diagnosticate.
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