Una cubana identificata come Dailigd ha pubblicato questo sabato un video su Facebook in cui scoppia in lacrime e denuncia la disperazione che vive la sua famiglia dopo più di 24 ore senza elettricità, in un testimonianza che è diventata simbolo dell'esaurimento collettivo di fronte alla crisi elettrica a Cuba.
Nel video di 58 secondi, registrato di notte, la donna mostra i suoi figli che dormono mentre li ventila manualmente per alleviare il caldo. Descrive una giornata in cui ci sono state solo due brevi interruzioni di corrente —una di 20 minuti e l'altra di 30— prima di rimanere nuovamente senza luce.
«Fino a quando i nostri figli devono addormentarsi con qualcuno che soffia aria, illuminando con un ventilatore perché non c'è luce. Oggi hanno acceso la luce per 20 minuti, dopo 20 minuti l'hanno spenta, sono stati quasi un'ora senza luce e poi l'hanno riaccesa per altri 30 minuti. Più di 24 ore senza luce», racconta Dailigd nel video.
La donna denuncia anche che il cibo si deteriora e che la situazione è giunta a un limite insostenibile: «Fino a quando? Ditemi, fino a quando? Ci stanno portando all'abisso, all'ultimo. Non ne possiamo più, non reggiamo più. Questa non è vita per niente».
Il video è stato pubblicato sotto l'hashtag #MadresCansadas e ha ottenuto 2.253 mi piace e 462 commenti, il che riflette la risonanza immediata che ha avuto tra i cubani.
Il racconto di Dailigd coincide con uno dei giorni peggiori dell'anno per il sistema elettrico cubano. Sabato, la Unión Eléctrica (UNE) ha riportato appena 757 MW disponibili durante il giorno e ha previsto un deficit di 2,120 MW per l'ora di punta notturna, con una domanda stimata di 3,200 MW rispetto a un'offerta di soli 1,080 MW.
Ese stesso giorno, dieci unità termoelettriche erano fuori servizio: sei per guasti e quattro per manutenzione programmata.
La situazione non è nuova. Il 29 luglio, la UNE ha previsto un deficit record di 2.380 MW, con appena 850 MW disponibili di fronte a una domanda di 3.200 MW, il numero più alto registrato dall'inizio dell'anno.
In luglio, La Habana ha registrato tra le 20 e le 30 ore giornaliere senza elettricità, mentre nelle province dell'entroterra i blackout si sono protratti fino a 72 ore consecutive, secondo rapporti di Infobae.
Il video si aggiunge a una serie di testimonianze virali che hanno documentato l'impatto umano della crisi lungo il 2026: una madre che ha denunciato 48 ore senza luce insieme a suo figlio, un'altra che ha mostrato sua figlia con un'eruzione cutanea a causa del caldo, e una terza che ha riassunto il sentimento di molti con una frase che si ripete: «Non ne posso più».
Nel 2026, Cuba accumula cinque collassi totali del Sistema Elettrico Nazionale — blackout che hanno lasciato tutta l'isola senza luce contemporaneamente — un dato che riflette il deterioramento estremo di un parco termoeletttrico obsoleto, privo di una manutenzione adeguata e con una cronica scarsità di combustibile.
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