Dell'architetto della Costituzione al giurista delle 176 misure: Il cambio che il regime cubano non ha mai spiegato

Homero Acosta e José Luis Toledo SantanderFoto © Captura de video Facebook / Canal Caribe

L'Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP) celebra questa settimana una sessione destinata a segnare un punto di svolta nella gestione della crisi cubana.

Sobre la mesa non figurano solo le 176 misure economiche annunciate dal regime per cercare di riattivare un'economia sull'orlo del collasso, ma anche le norme che dovranno fornire loro copertura giuridica e permetterne l'applicazione.

Il governo insiste sul fatto che non sta cambiando il sistema, ma "perfezionando" il socialismo.

Sin embargo, mentre il Parlamento adatta il quadro giuridico al più grande pacchetto di riforme economiche promosso dagli ultimi decenni, una circostanza passa quasi inosservata: colui che guida oggi quel lavoro legislativo non è più Homero Acosta Álvarez, considerato per anni il principale architetto giuridico della Costituzione del 2019, ma José Luis Toledo Santander.

Vista dalla seduta parlamentare di questi giorni, quella sostituzione acquista un significato che difficilmente si poteva apprezzare quando fu annunciata.

Un cambiamento tra movimenti di maggiore importanza

Il 18 dicembre 2025 il regime ha attuato una discreta riorganizzazione di parte della sua élite istituzionale.

Quel giorno è stato destituito Rubén Remigio Ferro dalla carica di presidente del Tribunale Supremo Popolare ed è stato sostituito dall'allora ministro della Giustizia, Óscar Silvera Martínez. Nella stessa sessione si sono formalizzate anche le uscite di diverse figure dell'apparato statale, tra cui Ulises Guilarte de Nacimiento e Ricardo Rodríguez González.

In questo contesto si è verificato un altro cambiamento che ha suscitato pochissima attenzione: Acosta Álvarez ha cessato di essere segretario dell'Assemblea Nazionale e del Consiglio di Stato, cariche che sono passate a Toledo Santander.

La informazione ufficiale si è limitata a comunicare il cambio. Non ci sono state spiegazioni riguardo all'uscita di uno dei giuristi con maggiore peso politico del regime negli ultimi vent'anni.

Due giuristi per due fasi

Homero Acosta ha svolto un ruolo centrale nell'elaborazione della Costituzione del 2019 e nello sviluppo legislativo ampio che è seguito alla sua approvazione.

Fu uno dei principali sostenitori del modello istituzionale nato da quel testo costituzionale e del quadro giuridico che doveva garantire la sua continuità.

Toledo Santander non era certo un novizio.

Fiscal militare, deputato per diverse legislature e presidente per anni della Commissione per i Rapporti Costituzionali e Giuridici dell'Assemblea Nazionale, stava guadagnando da tempo protagonismo nei principali dibattiti legislativi.

Nel luglio del 2025 è comparso insieme a Homero Acosta per difendere la riforma costituzionale che ha eliminato il limite di età per ricoprire la presidenza della Repubblica senza ricorrere a un referendum, una modifica che entrambi hanno presentato come un adeguamento tecnico compatibile con la Costituzione vigente.

Cinque mesi dopo, era lui a occupare l'ufficio del suo ex compagno.

Le 176 misure cambiano la prospettiva

Quando avvenne quel cambiamento, non si conosceva ancora l'entità delle riforme economiche che oggi approva il parlamento del regime. Ora sì.

Le 176 misure promosse dal governo mirano ad ampliare lo spazio per l'iniziativa privata, a rendere più flessibile l'attività imprenditoriale, aprire nuove vie per gli investimenti e a modificare aspetti essenziali del funzionamento economico del paese, sempre sotto l'argomento ufficiale che tutto ciò fa parte della "aggiornamento" del socialismo cubano.

Quel processo richiede un'intensa adattamento legislativo. E questo compito ricade proprio su chi coordina e supervisiona il lavoro parlamentare da dicembre scorso, ovvero su José Luis Toledo Santander.

La coincidenza cronologica risulta, almeno, suggestiva.

Il principale responsabile della costruzione del tessuto giuridico della Costituzione del 2019 scompare dalla prima linea istituzionale pochi mesi prima che il regime intraprenda la reinterpretazione economica più ambiziosa dall'approvazione di quel medesimo testo costituzionale.

Una spiegazione che non è mai arrivata

Non esiste alcuna evidenza pubblica che le dimissioni di Homero Acosta siano state motivate da discrepanze con la direzione economica intrapresa successivamente dal regime. Affermarlo sarebbe puro accadimento.

Non è comunque da sottovalutare il fatto che il cambiamento sia avvenuto proprio nel passaggio tra due fasi chiaramente differenziate: quella dello sviluppo del modello costituzionale approvato nel 2019 e quella della sua adattamento a una nuova realtà economica, caratterizzata dalla necessità di introdurre riforme che solo pochi anni fa sembravano impensabili nel discorso ufficiale.

La stessa Costituzione è stata concepita per consolidare la continuità del sistema politico ed economico cubano. Oggi, senza modificare formalmente quel testo, il Parlamento sta lavorando per fornire copertura legale a un pacchetto di riforme che costringe il regime a reinterpretare alcuni dei principi su cui ha costruito lo stesso modello.

Quella transizione giuridica ha ora un nuovo responsabile.

Più di un semplice cambio di nomi

Forse la sostituzione di Homero Acosta è semplicemente dovuta alla fine di un ciclo politico e legislativo.

Forse il regime aveva bisogno di un profilo più orientato a gestire parlamentariamente la nuova fase aperta dalle riforme economiche. Oppure potrebbero esserci stati altri fattori che non sono mai stati resi noti.

Lo certo è che il governo non ha mai spiegato le ragioni del cambio.

Y sette mesi dopo, quando Toledo Santander dirige la sessione parlamentare che deve trasformare in leggi il più grande pacchetto di riforme economiche degli ultimi decenni, quella modifica smette di sembrare un semplice aggiustamento amministrativo.

Si trasforma, al contrario, in una delle decisioni meno spiegate di un processo di riorganizzazione istituzionale che oggi può essere letto come parte della strategia con cui il regime tenta di adattare il suo sistema giuridico alle esigenze di sopravvivenza di un modello economico in crisi.

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Iván León

Laureato in giornalismo. Master in Diplomazia e Relazioni Internazionali presso la Scuola Diplomatica di Madrid. Master in Relazioni Internazionali e Integrazione Europea presso l'UAB.

Iván León

Laureato in giornalismo. Master in Diplomazia e Relazioni Internazionali presso la Scuola Diplomatica di Madrid. Master in Relazioni Internazionali e Integrazione Europea presso l'UAB.