Díaz-Canel chiede "un elevato senso etico" ai dirigenti di Cuba

Miguel Díaz-Canel (Immagine di riferimento)Foto © Cubadebate

Miguel Díaz-Canel ha chiuso giovedì il VII Periodo Ordinario di Sessioni della X Legislatura dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare (ANPP) con un discorso in cui ha esortato i dirigenti cubani a mantenere «una condotta etica elevata», in mezzo a una profonda crisi economica ed energetica che lo stesso regime riconosce come senza precedenti.

La sessione parlamentare, tenutasi nei giorni 29 e 30 luglio nel Palazzo delle Convenzioni dell'Avana, ha avuto un'agenda legislativa di grande portata che ha incluso l'approvazione della Legge sulle Terre Agropecuarie e Forestali, la Legge sulla Casa, il Codice del Lavoro e la Legge sull'Organizzazione dell'Amministrazione Centrale dello Stato.

Questa ultima riforma ha comportato una riduzione degli organismi centrali da 27 a 21 e un taglio di 92.000 posti nella pubblica amministrazione.

Il richiamo all'etica non è nuovo nel discorso di Díaz-Canel. Durante la chiusura del Quinto Periodo Ordinario di Sessioni, tenutasi il 18 luglio 2025, aveva già citato il concetto di rivoluzione di Fidel Castro per esigere dai quadri: «Non mentire mai né violare principi etici».

Questa esigenza ha inoltre un supporto formale nel Codice di Etica dei Quadri della Rivoluzione Cubana, in vigore dal 15 gennaio 2024, che obbliga i dirigenti a mantenere l'austerità, a rifiutare privilegi, ad agire con onestà e trasparenza, e ad avere una condotta esemplare anche nello spazio digitale.

I critici sottolineano che questo discorso etico riappare in modo sistematico nei contesti di scandali di corruzione o malcontento sociale, senza tradursi in una reale responsabilità né in miglioramenti tangibili per la popolazione.

In his closing speech, Díaz-Canel also defended the 176 misure economiche e sociali approved in June 2026, of which 120 would already be ready for implementation, according to the president without any independent verification of that data.

Al contempo, ha negato che le riforme comportino un "apertura al capitalismo" e le ha presentate come un «perfezionamento» del modello socialista, in linea con il linguaggio abituale del regime per evitare di riconoscere il fallimento strutturale del proprio sistema economico.

Il mandatario ha definito il governo degli Stati Uniti «regime neofascista» e ha respinto l'idea che Cuba sia «una colonia» o «una nazione in disputa», con un tono confrontazionale che contrasta con la gravità dei problemi interni che la Isla affronta.

La ANPP ha inoltre approvato una dichiarazione che condanna la politica statunitense nei confronti di Cuba e invita la comunità internazionale a evitare un'aggressione militare.

El contesto in cui si è svolta la sessione parlamentare illustra l'entità della crisi: il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, è comparso davanti ai deputati per parlare della crisi elettrica e ha attribuito parte del deterioramento al furto di olio dei trasformatori, mentre l'Unione Elettrica ha previsto un impatto record di 2.380 MW.

Il bilancio del 2025 si è chiuso con un deficit di 74.500 milioni di pesos, cifra presentata alla stessa ANPP durante la sessione.

Raúl Castro ha partecipato alla giornata di chiusura del parlamento, secondo la copertura dell'Agenzia Cubana di Notizie, un segnale che il fondatore della dittatura è ancora presente nei momenti politici chiave del regime.

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