Medico cubano lancia una dura critica al regime: «Il popolo non può vivere del frutto del proprio lavoro»

Medico cubano chiede conto per l'abbandono del popoloFoto © Collage CiberCuba e Facebook/Juan Carlos Villares

Un medico con quasi tre decenni di esercizio presso il Hospital de Morón, a Ciego de Ávila, ha pubblicato su Facebook una critica contundente al regime cubano, in cui denuncia l'incapacità del popolo lavoratore di sopravvivere con il frutto del proprio impegno.

Juan Carlos Villares ha indirizzato il suo messaggio direttamente all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, il cui settimo periodo ordinario di sessioni della X Legislatura si svolgeva proprio questo mercoledì e giovedì al Palazzo delle Convenzioni dell'Avana.

Nella sua pubblicazione, il medico sottolinea che la priorità deve essere quella di affrontare «l'impossibilità di un popolo lavoratore di vivere del frutto del proprio lavoro» e denuncia «la voracità di un settore che si arricchisce scandalosamente a spese delle necessità di un intero popolo, tutto senza legge né ordine».

Villares avverte il Parlamento cubano che se non ascolta «il sentimento e le angosce di questo popolo, si perde l'opportunità storica di essere credibili» e che ignorare questa realtà equivale a «screditare la nostra democrazia» e «seppellire la nostra fiducia nelle istituzioni».

Il medico richiede coerenza istituzionale: «È necessario chiedere per ogni legge approvata e rendere conto ai responsabili delle violazioni. Non sto chiedendo nulla di diverso dal essere coerenti».

La pubblicazione ha raccolto decine di commenti da parte di cittadini cubani che hanno sostenuto le sue parole.

Una utente identificata come Clarisa Santiesteban lo ha definito «saggio e coraggioso» e gli ha dedicato «applausi per quel medico».

Rosa Salgado ha scritto che «il suo verbo opportuno e analisi impeccabile dimostrano che lei è un uomo del popolo che soffre le stesse limitazioni economiche e l'inerzia di coloro che governano».

Da parte sua, Eridan González Velázquez ha sottolineato che «molti di questi deputati non sono nemmeno conosciuti dalle comunità che suppostamente rappresentano» e che le leggi «vengono approvate all'unanimità», qualcosa che ha definito «impossibile e anormale».

Un commentatore identificato come Rolando Martin Torres è stato più diretto nella sua risposta al medico: «Chiedere conto è qualcosa di impossibile quando si vive in una dittatura. Viviamo sotto il mandato di un gruppo che è salito al potere mentendo e con la forza».

La critica del Dr. Villares arriva in un momento in cui il regime ha annunciato davanti all'Assemblea tagli di oltre 92.000 posti in quattro ministeri, una misura che molti cubani percepiscono come insufficiente di fronte all'ampiezza della crisi.

In quella stessa sessione parlamentare, il regime ha nuovamente posticipato le elezioni dei delegati municipali per il 2027, mentre i cubani comuni continuano a confrontarsi con la scarsità di cibo e medicinali, black-out prolungati e stipendi che non vengono pagati in tempo.

Il caso di Villares non è isolato: pochi giorni prima, una dottoressa cubana ha denunciato pubblicamente le condizioni delle missioni mediche, in un contesto di crescente esodo di professionisti della salute e deterioramento del sistema sanitario.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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