Doctora cubana denuncia le missioni mediche: «Traficano con le persone, lucrano con la schiavitù moderna»

I medici cubani in missione sono una forma moderna di schiavitùFoto © CiberCuba/Sora

Una dottoressa cubana identificata come Raícesa Mora ha pubblicato questo sabato un forte testimonio su Instagram in cui smonta il programma delle missioni mediche del regime cubano e lo definisce «bugia totale» e «tratta di professionisti medici cubani».

Il video, diffuso dall'account @magjorgecastro, arriva un giorno dopo che gli Stati Uniti hanno sanzionato le due entità statali che gestiscono il programma — la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos (CSMC) e l'Unidad Central de Cooperación Médica (UCCM) — così come il ministro della Salute Pubblica cubano, José Ángel Portal Miranda, e la direttrice della UCCM, Gretza Sánchez Padrón.

«Il governo della dittatura cubana si occupa di vendere al mondo [le missioni] come atti di eroismo, altruismo, solidarietà, benevolenza, quando in realtà è tutto una menzogna», afferma Mora nella testimonianza.

La dottoressa descrive con precisione il meccanismo di sfruttamento: i medici inviati all'estero ricevono appena il 20% o meno dello stipendio che i paesi ospitanti pagano a Cuba per i loro servizi. «Quello che fanno è sfruttare i lavoratori medici cubani, ricattarli, coartarli, portarli lontano dalle loro case», denuncia.

A questo si aggiungono altre forme di controllo: «Gli tolgono il passaporto, li sorvegliano, gli negano i contatti con i cittadini del paese in cui si trovano».

E chi decide di non tornare sull'isola paga un prezzo aggiuntivo: «Se quei medici decidono di non tornare nel loro paese, non possono rientrare a Cuba per otto anni».

Mora è categorica riguardo al destino del denaro generato dal programma: «Neppure un peso di quei soldi è stato investito per migliorare la salute medica cubana», ma ha servito per «riempire le casse e le tasche dei dittatori».

Il testimone coincide con la pressione internazionale più intensa che ha affrontato il programma in decenni. Nel aprile 2026, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha pubblicato un rapporto di 199 pagine —basato su 71 testimonianze— che documentava lavoro forzato, trattenimento di documenti, confisca di salari e ritorsioni contro i medici e le loro famiglie, e ha raccomandato ai paesi americani di ritirarsi dal programma delle missioni mediche cubane.

Il Parlamento Europeo aveva approvato nell'aprile del 2025 un emendamento che qualificava le brigate mediche cubane come «schiavitù moderna» e «lavoro forzato».

Secondo le stime del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, il programma genera al regime più di 4.900 milioni di dollari all'anno.

Le sanzioni del 24 luglio si sono basate sull'Ordine Esecutivo 14404, firmato da Donald Trump il 1° maggio 2026, nell'ambito di una campagna continua di pressione che da febbraio 2026 ha portato una decina di paesi a chiudere o ridurre i loro contratti con Cuba.

Il regime ha risposto lo stesso sabato: Miguel Díaz-Canel ha definito «eroi» i medici cubani in missione, nel tentativo di contrastare l'impatto delle sanzioni e le testimonianze come quella di Mora.

La dottoressa ha concluso la sua denuncia senza ambiguità: «Trafficano con le persone, lucrano con la schiavitù moderna, che è quella, la tratta di professionisti medici cubani. Cuba è una dittatura, giù il comunismo, patria, vita e libertà».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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