Il comico cubano Reuel Remedios, attraverso il suo personaggio Lindoro Incapaz, ha pubblicato un video su Facebook che è diventato il riassunto più preciso —e più dolorosamente divertente— della catastrofe elettrica che vive Cuba nel 2026. In appena un minuto e otto secondi, lo sketch traccia una progressione comica che, sfortunatamente, non sembra così lontana dalla realtà.
Il punto di partenza del monologo è un lamento che qualsiasi cubano riconosce immediatamente: l'inutilità dei «gruppi informativi», quegli chat organizzati da circuiti elettrici o dai Comitati di Difesa della Rivoluzione dove si presume si avvisi sui tagli programmati.
«Saluti quadri, saluti quadre. Bene, sai che un gruppo informativo serve a comunicare cosa avverrà, vero? Perché dopo che manca l'elettricità mi dici che abbiamo staccato l'alimentazione al circuito tal? Se già so che me l'hai staccata, perché me l'hai staccata?», esclama Lindoro con il suo inconfondibile tono di dirigente prepotente che non capisce nulla ma spiega tutto.
Il rimprovero logico arriva immediatamente: «Inoltre, quando me la togli, quel messaggio non mi arriva. A chi lo stai comunicando? Se vuoi aiutarmi, informami a che ora me la toglierai e a che ora me la rimetterai». L'osservazione è così ovvia che fa male, e questo è esattamente ciò che rende grande il personaggio.
Ma il vero colpo comico —quello che ha generato oltre 30.000 visualizzazioni e 1.400 reazioni— è la cronologia della degradazione elettrica che Lindoro traccia con precisione quasi documentaristica. «Situazione difficile. Prima te la toglievano per un po' per provincia, poi per un periodo più lungo per municipio, infine te la toglievano per un tempo ancora più lungo, ma per zona», recita il personaggio come se stesse leggendo un rapporto dell'Unione Elettrica.
La discesa continua: «Quando hanno iniziato a staccare per i blocchi, mi davano già due o tre ore di corrente. Ora, per circuito, un'ora e mezza, due ore». E qui arriva la previsione che ha scatenato i commenti: «Dicono che ad agosto saranno 20 minuti per CDR. E a settembre sarà personalizzato: passerà da un locale, le daranno la sua barretta di 10 minuti e lei la consumerà nel giorno che le servirà nel mese, ok? Stiamo avanzando, sai».
Lo che rende divertente la battuta —e allo stesso tempo provoca un brivido— è che la realtà non è poi così lontana dalla finzione. Il Sistema Elettrico Nazionale è collassato per la quinta volta a luglio, con interruzioni di corrente che superano frequentemente le 20 ore al giorno. Giovedì 23, appena due giorni prima che il video circolasse, l'Unione Elettrica ha riportato un picco di 2,315 MW, con servizio interrotto per 24 ore in tutto il paese.
La risposta ufficiale non ha aiutato a placare gli animi. Il 10 luglio, Díaz-Canel ha visitato Centro Habana e, invece di annunciare misure concrete per aumentare la generazione, ha chiesto di «organizzare meglio la programmazione delle interruzioni». La dichiarazione è stata ricevuta con una miscela di indignazione e risate che Lindoro, senza volerlo, aveva già previsto.
Il personaggio, presente nella televisione cubana dal 2007 in programmi come «Deja que yo te cuente» e «Vivir del cuento», incarna il dirigente corrotto, vanaglorioso e incompetente che ha sempre una spiegazione per tutto tranne che una soluzione. Nel 2026, i suoi sketch hanno affrontato l'uscita della termoeléctrica Antonio Guiteras e il piano per il pranzo dei lavoratori cubani, tra altri argomenti, accumulando decine di migliaia di interazioni per pubblicazione.
Tra i commenti al video, i ciberspazio convenivano che la «barretta di 10 minuti» non sembrava così folle, e più di uno suggeriva che Lindoro dovrebbe presentare il piano energetico del paese, perché almeno sarebbe onesto. L'ironia, ovviamente, è che a Cuba l'umorismo rimane l'unico servizio che non ha subito black out.
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