Díaz-Canel chiede di «organizzare meglio» i blackout in piena crisi energetica

Díaz-Canel ha chiesto di organizzare meglio i blackout all'Avana mentre Cuba batte record di deficit elettrico e sta sopportando il suo terzo blackout nazionale del 2026.



Miguel Díaz-CanelFoto © Facebook/Presidencia Cuba

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En mezzo alla peggiore crisi elettrica che affronta Cuba da decenni, Miguel Díaz-Canel ha visitato mercoledì i municipi habaneri di Centro Habana e Plaza de la Revoluzione, dove ha esortato le autorità locali a «organizzare meglio la programmazione delle interruzioni» a causa dei blackout, come riportato dal sito ufficiale della Presidenza.

La principale indicazione del governante non era rivolta a incrementare la generazione elettrica, ma a gestire con maggiore efficienza i tagli del servizio. Tra le misure proposte figurano la revisione dei cosiddetti circuiti prioritari —le 18 linee che forniscono energia a ospedali, sistemi di pompaggio d'acqua, strutture turistiche e alcune centrali termoelettriche—, così come promuovere l'uso di fonti rinnovabili di energia in centri sociali, enti economici e abitazioni.

Il rapporto ufficiale ha riconosciuto l'impatto della crisi ammettendo che le «lunghe ore di blackout» rendono difficile l'approvvigionamento di acqua e la preparazione dei pasti, una situazione che migliaia di cubani devono affrontare quotidianamente. A L'Avana, le interruzioni elettriche mediamente durano circa 15 ore al giorno, mentre in province come Matanzas si sono registrate interruzioni di fino a 87 ore consecutive.

La visita di Díaz-Canel è avvenuta appena tre giorni dopo il terzo blackout nazionale del 2026, il settimo collasso totale del Sistema Elettrico Nazionale negli ultimi 18 mesi. Il fermo della Unità No. 6 della centrale termoelettrica di Nuevitas, a Camagüey, ha innescato una disconnessione a cascata che ha lasciato senza elettricità praticamente tutta l'isola.

Anche se l'Unione Elettrica è riuscita a ripristinare tecnicamente il sistema durante la mattinata di mercoledì, il deficit di generazione ha continuato a peggiorare. Nello stesso giorno il paese ha registrato un nuovo massimo storico di deficit elettrico: 2.341 megawatt, superando il record precedente di 2.208 MW raggiunto alla fine di giugno.

La magnitudo del problema riflette il deterioramento strutturale del sistema energetico cubano. Mentre la domanda si aggira attorno ai 3.100 MW, la disponibilità di generazione raggiunge a malapena i 1.000 MW, il che costringe a prolungati tagli programmati in quasi tutto il paese.

A ciò si aggiunge l'invecchiamento delle centrali termoelettriche, molte delle quali non ricevono manutenzioni straordinarie da oltre un decennio. La Centrale Termoelettrica Antonio Guiteras, la maggiore generatrice del paese, è uscita dal sistema in 17 occasioni durante il 2026.

La crisi è anche caratterizzata dalla scarsità di carburante. Cuba ha bisogno di circa 110.000 barili di petrolio al giorno, ma ne produce circa 40.000. Negli ultimi mesi sono state ridotte anche le forniture esterne di greggio, aggravando le difficoltà nel sostenere la generazione di energia elettrica.

Il Governo cubano attribuisce la situazione all'embargo statunitense e alle difficoltà di accesso ai combustibili, mentre diversi economisti e specialisti evidenziano anche l'impatto accumulato di anni di disinvestimento, il deterioramento delle infrastrutture e la mancanza di modernizzazione del sistema elettrico. Diverse stime collocano tra 8.000 e 10.000 milioni di dollari l'investimento necessario per recuperare la rete energetica nazionale.

La visita del mandatario fa parte di un tour nei municipi dell'Avana per supervisionare l'implementazione delle 176 trasformazioni economiche e sociali approvate dal Governo a giugno, un pacchetto di misure che include cambiamenti nel funzionamento delle mipyme, nel sistema bancario e nella politica tributaria.

Al termine dell'incontro a Centro Habana, Díaz-Canel ha conversato con i vicini riuniti nella zona riguardo alla «tensa situazione energetica» del Paese. Tuttavia, durante la visita non ha annunciato nuove misure per incrementare la produzione di energia elettrica né ha fornito un calendario che permetta di prevedere quando potrebbero diminuire i prolungati blackout che colpiscono milioni di cubani.

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Redazione di CiberCuba

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