Rick Scott avverte Raúl Castro: «Andrai in prigione per aver ucciso americani»

Il senatore Rick Scott e il presidente Donald TrumpFoto © Facebook / Rick Scott

Il senatore repubblicano Rick Scott ha pubblicato martedì un video sul suo account X in cui definisce il regime cubano "disprezzabile" e lancia un avvertimento diretto a Raúl Castro: "Andrai in prigione per aver ucciso americani".

Nel audio diffuso su social media, Scott ha attaccato duramente il governo di La Habana e ha promesso che lui, il presidente Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio continueranno a combattere finché i cubani non potranno scegliere liberamente i loro governanti.

«Non ho mai incontrato un cubano a Miami che dicesse che il regime di Castro fosse grandioso. No. Il regime di Castro ha messo la sua famiglia in prigione», ha affermato il senatore.

Scott ha denunciato che il regime incarcerava qualsiasi cittadino che protestasse per la mancanza di elettricità o di assistenza sanitaria, indipendentemente dall'età: «Se un giovane scende in strada e dice di non avere elettricità, il regime cubano risponde: vai in carcere. E se non hai assistenza sanitaria? In carcere».

Il senatore ha anche accusato il governo cubano di uccidere americani, spiare il paese e rubare, definendolo come un «governo spregevole che odia il proprio popolo».

Uno dei momenti più incisivi del video è stata la comparazione tra Trump e Obama.

Scott ha sottolineato che l'attuale presidente «non sta giocando a baseball» con il regime, in riferimento diretto alla visita di Barack Obama a Cuba nel marzo del 2016, quando l'allora mandatario assistette insieme a Raúl Castro a una partita tra i Tampa Bay Rays e la squadra nazionale cubana come simbolo del disgelo diplomatico.

Per i critici di quel approccio, il gesto ha rappresentato una legittimazione del regime.

Le dichiarazioni di Scott rientrano in una campagna sostenuta di pressione che il senatore ha mantenuto per tutto il 2026.

Nel mese di gennaio ha affermato che il regime aveva «i giorni contati»; nel mese di marzo ha chiesto che Raúl Castro fosse portato negli Stati Uniti per essere processato; e nel mese di aprile, durante l'evento «Unidos por Cuba» al Bayfront Park di Miami, ha dichiarato: «È importante che Díaz-Canel e Raúl Castro siano in prigione».

Il contesto legale dell'avvertimento di Scott è chiaro: il 20 maggio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato accuse penali federali contro Raúl Castro per l'abbattimento di due aerei di Hermanos al Rescate il 24 febbraio 1996, che ha causato la morte di quattro cubanoamericani: Armando Alejandre Jr., Carlos Costa, Mario de la Peña e Pablo Morales.

Scott ha celebrato questa accusa come «un grande giorno» e ha insistito da allora che il regime cubano è, nelle sue parole, «la radice dell'instabilità in America Latina» e una minaccia diretta per la sicurezza nazionale americana.

La politica di massima pressione dell'amministrazione Trump ha accompagnato questo discorso con misure concrete: l'1 maggio, Trump ha firmato l'Ordine Esecutivo 14404 ampliando le sanzioni contro il governo cubano; a giugno le restrizioni hanno colpito direttamente Miguel Díaz-Canel, sua moglie Lis Cuesta e Alejandro Castro Espín; e il 13 luglio sono state sanzionate il ministero del Turismo e altre nove entità statali.

«Lutterò. Il presidente Trump lotterà. Marco Rubio lotterà per una Cuba libera, affinché i cubani abbiano l'opportunità di scegliere il loro governo. E sapete una cosa? Non saranno i fratelli Castro», ha concluso Scott nel video.

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