Laritza Camacho ironizza dopo l'intervista a El Cangrejo: «Certo che può negoziare, se ha pedigree, denaro e occhi azzurri»

Laritza Camacho critica l'ipocrisia del regime cubano dopo le interviste di El Cangrejo: «Esiste un'élite milionaria e un popolo oppresso».



Laritza CamachoFoto © Facebook / Laritza Camacho

Video correlati:

La locutrice e presentatrice cubana Laritza Camacho ha pubblicato una riflessione incisiva su Facebook, in cui risponde con ironia a coloro che avvertono riguardo al pericolo di inviare «segnali errati» al popolo cubano, facendo riferimento al dibattito generato dalle interviste di Raúl Guillermo Rodríguez Castro, conosciuto come «El Cangrejo».

Il detonatore è stata l'irruzione pubblica di El Cangrejo, che ha rilasciato la sua prima intervista al media statunitense Usa Today dalla stanza che fu di suo nonno nel Centro de Convenciones de La Habana, vestito con jeans Hugo Boss, scarpe Hermès e un Rolex Submariner al polso, proponendosi di negoziare direttamente con Donald Trump il futuro di Cuba.

«Segnali errati? Ma Raúl Guillermo ha inviato i segnali più evidenti del mondo. Chi non li ha voluti vedere, dovrebbe esaminare il proprio ambiente», scrive l'attrice.

Camacho punta direttamente alla contraddizione centrale: mentre il regime predica uguaglianza, il nipote di Raúl Castro appare in pubblico con yacht, Rolex, oro e atteggiamenti da negoziatore. «Esiste un'élite milionaria a Cuba e un popolo sopraffatto», scrive la relatrice, senza giri di parole.

Ella non ignora la dichiarazione di El Cangrejo, che ha affermato: «Mi dispiace che molte persone non possano vivere come me». La conduttrice risponde con un sarcasmo misurato: «Certo che può negoziare, se ha pedigree e soldi (Ah, e bellissimi occhi azzurri!).»

Captura di Facebook / Laritza Camacho

La critica più dura la riserva per Miguel Díaz-Canel. Camacho lo descrive come «lo stesso presidente che ignora il popolo e quando sente i calderoni dice che è 'cubaneo cubano'», e ricorda che fu lui a dare l'ordine di combattere cubano contro cubano durante le proteste dell'11 luglio 2021, senza fermarsi ad ascoltare le voci diverse del popolo.

«Un popolo che, anche in queste condizioni, vuole trovare soluzioni con dignità, sovranità e indipendenza. Un popolo che ha chiesto a gran voce di essere ascoltato, non da Trump (che ha solo una cosa positiva: non fa finta di essere buono), ma dai nostri dirigenti», sottolinea.

Per illustrare l'ipocrisia storica del sistema, la relatrice ricorre a un episodio rivelatore: la Rivoluzione proibì il golf poiché considerato uno sport borghese, ma anni dopo un figlio di Fidel Castro si proclamò campione di golf a Cuba. Il parallelismo con El Cangrejo è immediato: «Si punisce la ricchezza, si censura la buona vita borghese e il Cangrejo appare dal nulla, con gradi di colonnello, yacht, oro, Rolex e atteggiamenti da negoziatore».

Questa contraddizione risulta ancor più evidente se si considera che indagini giornalistiche hanno documentato almeno 23 viaggi in jet privato de El Cangrejo a Panama tra il 2024 e la fine del 2025 per effettuare acquisti di lusso, mentre i cubani sopravvivono con stipendi che vanno dai 10 ai 15 dollari mensili e soffrono di blackout di oltre 24 ore consecutive.

La conduttrice, che è diventata una delle voci critiche più seguite sui social media, ha messo in discussione in più occasioni il doppio discorso del regime e l'assenza di un dialogo reale con i cittadini.

La sua riflessione si conclude con una frase che riassume lo stato d'animo di molti cubani: «La gente può tacere ma, anche se accetta il pollo al posto del pesce dalla libretta di razionamento (e i suoi 19 prodotti?), non si fa ingannare dal granchio per la lepre».

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.