Laritza Camacho: «Chi garantisce che coloro che hanno sbagliato in tutto, improvvisamente facciano tutto bene?»

Laritza Camacho ha messo in discussione su Facebook la capacità del regime di attuare le sue riforme: «Chi garantisce che coloro che hanno sbagliato in tutto, all'improvviso inizieranno a fare tutto bene?»



Locutrice Laritza CamachoFoto © Collage Facebook/Laritza Camacho e Lázaro Manuel Alonso

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La locutrice e attrice cubana Laritza Camacho ha lanciato giovedì una domanda che riassume lo scetticismo di migliaia di cubani di fronte alle riforme annunciate dal regime: «Chi garantisce che coloro che hanno fatto tutto male, all'improvviso facciano tutto bene?»

Il messaggio, pubblicato sul suo profilo Facebook, è una risposta diretta all'«agenda economica e sociale di emergenza» che Miguel Díaz-Canel ha presentato questo giovedì all'Assemblea Nazionale, ampliando il pacchetto di riforme economiche annunciato il 12 giugno.

Camacho non si è limitato a mettere in discussione la capacità del governo di attuare i cambiamenti che promette.

Ha giocato anche con il doppio senso del verbo «partire»: «Non si può essere giudice e parte, quindi parti», ha scritto, suggerendo che coloro che hanno governato male non devono riformare, ma andarsene.

«Non mi viene in mente un'altra idea, ma credo che sia molto buona. Spero che la prendano in considerazione», ha concluso il post.

Le riforme annunciate da Díaz-Canel includono maggiore autonomia per le imprese statali e i municipi, apertura agli investimenti esteri nel settore privato, eliminazione dell'intermediazione obbligatoria nel commercio estero, riduzione dei ministeri da 27 a un numero compreso tra 20 e 21, e restrizione della cassetta básica a pensionati e persone vulnerabili.

Il stesso Díaz-Canel ha riconosciuto giovedì che esistono «ostacoli che non vengono da fuori né dal blocco» e ha ammesso una «resistenza creativa» all'interno dell'apparato statale.

Il Partito Comunista di Cuba ha convocato un plenario straordinario mercoledì per avallare il processo, e il regime ha indicato che Raúl Castro ha dato «via libera» al pacchetto.

La pubblicazione di Camacho ha scatenato un'onda di commenti che riflettono la sfiducia accumulata dei cubani di fronte a decenni di promesse disattese.

Fernando Ruiz Ruano lo ha riassunto con una frase lapidaria: «I responsabili del disastro non saranno mai gli artefici della soluzione».

Marcia Gasca ha sottolineato la memoria storica: «Inconcepibile che gli stessi disordinatori ci dicano che metteranno ordine. Già l'abbiamo visto nel 1989 con quella frase 'Ora sì costruiremo il socialismo'. E non hanno neanche una goccia di pudore per ingannarci e cercare di manipolarci».

Altri commentatori hanno fatto riferimento a proverbi: «Albero che nasce storto, mai raddrizza il tronco», hanno ripetuto diversi utenti. Zaida Delgado è stata più diretta: «I ladri che dicono che sistemeranno la recinzione».

Zenaida Carbonell ha riassunto la sensazione dei più vulnerabili: «La vita continua allo stesso modo per i comuni cittadini e i pensionati. Niente, questo serve solo a intrattenere».

Camacho critica da mesi sistematicamente il regime sui social media. Ad aprile ha denunciato lo spreco in eventi ufficiali mentre la gente non ha mezzi di trasporto.

A maggio ha messo in discussione il doppio discorso del governo. Il 9 giugno ha richiesto quattro azioni concrete: raccogliere i rifiuti, ascoltare il popolo, concedere l'amnistia ai prigionieri politici e risolvere la crisi alimentare.

Editsan Ramírez Fonseca ha lasciato il commento forse più amaro di tutti: «Ci aspettano 50 anni in più di misure e correzione di errori... Forse i nostri pronipoti non subiranno più black-out e potranno vivere come persone del mondo moderno».

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