Iglesia Católica de Cuba esprime solidarietà con il Venezuela: «Le nostre preghiere sono con voi e il vostro popolo»

I vescovi cattolici di Cuba hanno inviato una lettera alla Conferenza Episcopale del Venezuela dopo il terremoto del 24 giugno che ha causato 164 morti e 971 feriti.



Salvataggi in Venezuela dopo i terremotiFoto © Captura X/@washington_EY

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La Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cuba (COCC) ha inviato giovedì una lettera ufficiale alla Conferenza Episcopale del Venezuela per esprimere la propria solidarietà dopo il devastante doppio terremoto che ha colpito il nord del paese mercoledì 24 giugno, causando almeno 164 morti e 971 feriti secondo il bilancio ufficiale.

Il documento, pubblicato sul sito della Chiesa Cubana, è stato firmato da Arturo González Amador, vescovo di Santa Clara e presidente della COCC, e da Eloy Ricardo Domínguez Martínez, vescovo ausiliario dell'Avana e segretario generale dell'organismo.

La lettera è indirizzata agli arcivescovi Jesús González de Zárate (Valencia e presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela), Raúl Biord Castillo (Caracas) e José Antonio Da Conceição Ferreira (Puerto Cabello e segretario generale della CEV).

«Con preoccupazione e commozione, abbiamo appreso le notizie riguardanti il violento terremoto che ha colpito ieri diverse zone dell'Ovest del Venezuela e la capitale del paese», si legge nel testo.

I vescovi cubani hanno descritto le immagini di edifici, case e templi danneggiati e hanno dichiarato di poter «immaginare il dolore, la tristezza e i momenti di insicurezza e incertezza» vissuti dalla popolazione venezuelana.

«Le nostre preghiere si elevano, in particolare, per i defunti, i loro familiari e amici», aggiunge la lettera.

Il messaggio si conclude con un'invocazione alla patrona del Venezuela: «Che Nostra Signora di Coromoto accompagni e consoli il popolo venezuelano, specialmente coloro che hanno visto colpiti i loro cari, la loro serenità e i loro beni, con questo disastro che hanno subito».

I due sismi —di magnitudo 7.2 e 7.5— si sono verificati mercoledì con appena 39 secondi di differenza, durante un giorno festivo nazionale per la Battaglia di Carabobo.

L'epicentro del primo terremoto si è trovato vicino a San Felipe, nello stato di Yaracuy, e quello del secondo a Yumare, entrambi a scarsa profondità, il che ha amplificato i danni in una vasta area del nord del paese.

In Caracas sono crollati diversi edifici, tra cui il residence Petunia di 14 piani e una torre di 22 piani ad Altamira, mentre si sono registrate oltre 30 scosse dopo i terremoti principali.

Il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) ha emesso un'allerta rossa e ha stimato tra 10.000 e 100.000 possibili decessi in una proiezione automatica, sebbene abbia chiarito che non si tratta di un conteggio reale delle vittime.

La lettera cubana si unisce a un'ondata di solidarietà della Chiesa Cattolica internazionale: le conferenze episcopali di Spagna e Argentina hanno inviato messaggi alla CEV, mentre il presidente statunitense Donald Trump ha offerto aiuto al Venezuela e ha schierato squadre di ricerca e soccorso.

Il sito della Chiesa Cubana ha riassunto lo spirito del messaggio con una frase che accompagna la pubblicazione della lettera: «La fede ci unisce, la carità ci sostiene e la speranza ci spinge verso un futuro migliore».

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Redazione di CiberCuba

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