Desgarrador: i venezuelani cercano i loro familiari scomparsi dopo i terremoti

Le famiglie venezuelane dentro e fuori dal paese cercano disperatamente i loro cari scomparsi dopo i terremoti che hanno causato 188 morti e 157 scomparsi confermati.



Giovani scomparse in VenezuelaFoto © X

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Mientras i team di soccorso lavorano tra le macerie lasciate dai due terremoti che hanno colpito Venezuela questo mercoledì, migliaia di famiglie —dentro e fuori dal paese— ricorrono disperatamente ai social media per trovare i loro cari.

Secondo una raccolta del media Reporte Ya, la mancanza di notizie ha generato «un'ondata di angoscia» che si estende su piattaforme digitali con foto, nomi e numeri di contatto di persone il cui destino è sconosciuto.

I due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5, avvenuti a soli 39 secondi di distanza mercoledì alle 18:04 ora locale, hanno lasciato un bilancio aggiornato di 188 morti, 1.520 feriti e 157 dispersi confermati, secondo le cifre ufficiali riportate giovedì da Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea Nazionale.

Il stato La Guaira è stato dichiarato zona di disastro e concentra i danni più gravi, con oltre 100 edifici crollati.

Naiguatá, località costiera di questo stato, appare ripetutamente come l'ultima posizione conosciuta di diversi scomparsi.

Una amica ha pubblicato su Instagram la foto di Josdaliz Navas con un messaggio urgente: «La mia amica Josdaliz Navas è scomparsa insieme alla sua famiglia. Se sapete qualcosa, per favore comunicatelo».

Un altro caso documentato è quello di un giovane la cui sorella chiede aiuto con eguale angoscia: «È mio fratello, per favore aiutatemi a diffondere, ve ne sono profondamente grata. Diffondete Urgente!!!!!!!!». La sua ultima posizione conosciuta era anch'essa Naiguatá, e chiunque abbia informazioni può chiamare ai numeri 04124073740 o 04127842736.

Un terzo caso rivela la dimensione internazionale della tragedia: qualcuno che ha contattato da Cile —con prefisso telefonico +56— cerca Oswaldo Rafael Reyes Santana e la sua badante Marienelly Padrón dopo aver confermato che l'edificio dove vivevano «è crollato completamente».

Questo dettaglio illustra come la diaspora venezuelana, distribuita in paesi come Cile, Colombia, Spagna e Stati Uniti, si sia rivolta ai social media di fronte al deterioramento delle telecomunicazioni in Venezuela.

In mezzo al dolore, si sono registrati anche momenti di speranza: tre fratelli sono stati salvati vivi dall'edificio Mansión Charaima a Caraballeda, dove cinque dei suoi undici piani sono crollati, e un bebé è stato estratto illeso tra le macerie da alcuni vicini in un video che è diventato virale a livello mondiale.

In contrasto, a Catia La Mar, una ragazza la cui voce si sentiva tra le macerie è deceduta prima di poter essere salvata.

Il doppio terremoto di mercoledì è considerato il peggior sisma in Venezuela da oltre un secolo, e il Servizio Geologico degli Stati Uniti ha stimato con una probabilità del 42% che il numero finale delle vittime possa situarsi tra 10.000 e 100.000, sebbene abbia chiarito che si tratta di una proiezione automatica del suo sistema PAGER, non di un conteggio reale.

Reporte Ya ha annunciato che continuerà a pubblicare i volti e i dati dei desaparecidos che i loro sostenitori invieranno, con l'obiettivo di aiutare nella loro localizzazione.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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