Prosegue la polemica: Trump attacca di nuovo Meloni per la guerra in Iran

Trump torna ad attaccare Meloni e l'Italia su Truth Social per non impegnarsi nella guerra contro l'Iran, aggravando la crisi diplomatica tra Washington e Roma.



Donald Trump e Giorgia Meloni alla Casa Bianca (Immagine di riferimento)Foto © Wikimedia

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Donald Trump ha attaccato nuovamente questa domenica l'Italia e la sua prima ministra, Giorgia Meloni, accusandole di non essersi impegnate nella guerra contro l'Iran nonostante decenni di sostegno militare statunitense attraverso la NATO.

In un messaggio pubblicato sulla sua rete Truth Social, Trump ha attaccato Meloni e il governo italiano con una critica diretta: «Dopo aver speso trilioni di dollari nella NATO, l'Italia —e la sua prima ministra— non considererebbero nemmeno di coinvolgersi con la Repubblica Islamica dell'Iran e la sua grave minaccia nucleare. Per decenni li abbiamo difesi, ma al momento cruciale non sono lì per difendere noi né il resto del mondo».

Il nuovo attacco arriva al termine di una settimana di crescente tensione tra i due leader, che fino a poco tempo fa erano considerati alleati stretti all'interno dello spettro politico conservatore occidentale.

Il detonatore della crisi è stata un'intervista di Trump con la rete italiana La7, trasmessa giovedì, in cui il presidente ha affermato che Meloni gli aveva «chiesto» di scattare una foto durante il vertice del G7 tenutosi a Évian-les-Bains, Francia, dal 16 al 18 giugno, e che lui ha acconsentito «perché gli faceva pena».

Trump ha anche collegato quella richiesta ai presunti problemi di popolarità della prima ministra, insinuando che l'immagine accanto a lui le servirebbe per migliorare la sua immagine.

Meloni ha respinto la versione con fermezza, definendo la storia «totalmente inventata» e dichiarando di essere «francamente attonita»: «Né io né l'Italia abbiamo mai supplicato», ha risposto pubblicamente.

La prima ministra le ha también inviato un messaggio diretto al presidente statunitense: «La mia popolarità non è affare tuo».

Il conflitto è salito di livello diplomatico quando il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha annullato una visita ufficiale prevista a Washington per questa domenica e lunedì, che includeva un'agenda con il segretario di Stato Marco Rubio.

Tajani ha definito le parole di Trump «gravi e offensive» e ha sottolineato che «offendono tutta l'Italia».

Il retroterra del conflitto è la guerra che gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato il 28 febbraio contro l'Iran con l'Operazione Furie Epiche, un attacco coordinato con quasi 900 attacchi nelle prime 12 ore che ha provocato la morte del leader supremo iraniano Alì Jamenei.

Sin dall'inizio del conflitto, l'Italia —insieme a Francia e Spagna— ha adottato una posizione di non partecipazione diretta, rifiutando di cedere completamente le proprie basi agli Stati Uniti per operazioni offensive.

Meloni ha difeso che l'uso delle basi italiane è regolato da accordi bilaterali che non possono essere violati unilateralmente, posizione che le è già valsa un primo attacco da parte di Trump ad aprile.

Le critiche di questa domenica non si limitano a Roma: Trump punta anche alla NATO nel suo complesso, che ha descritto come un «tigre di carta» e sulla quale ha affermato di considerare «seriamente» il ritiro degli Stati Uniti, anche se questa decisione richiederebbe l'approvazione del Congresso.

La cancellazione della visita di Tajani a Washington lascia senza data un incontro chiave tra i due governi, mentre la tensione tra Roma e la Casa Bianca raggiunge il suo massimo livello dall'inizio della guerra.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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