Più imprese, meno limiti: Le nuove regole per il settore privato a Cuba

Le misure sono un riconoscimento del fallimento della strategia economica che puntava sulla supremazia dell'impresa statale socialista e relegava il settore privato.



Negozio privato a L'Avana (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

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Il Governo cubano ha annunciato una serie di riforme che rappresentano uno dei più grandi cambiamenti economici degli ultimi decenni, ampliando significativamente il margine di intervento del settore privato, un ambito che per anni è stato soggetto a rigorose limitazioni ideologiche, normative e amministrative.

Le misure, presentate dal primo ministro Manuel Marrero all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, includono l'autorizzazione per aziende private con più di 100 dipendenti, la possibilità per una persona di possedere più aziende, la creazione di società per azioni, la partecipazione azionaria in più attività e l'apertura di attività finora vietate agli attori economici non statali.

Gli annunci costituiscono un riconoscimento implicito del fallimento della strategia economica che per decenni ha puntato sulla supremazia dell'impresa statale socialista e ha mantenuto sotto sospetto qualsiasi forma di accumulazione privata di capitale.

Tra le decisioni più rilevanti figura l'approvazione delle mipymes e delle cooperative non agropecuarie i cui fascicoli erano rimasti bloccati nella Piattaforma degli Attori Economici.

La misura arriva dopo oltre un anno di stallo nelle autorizzazioni e dopo numerose denunce da parte di imprenditori riguardo alla discrezionalità e opacità dei processi di approvazione.

Secondo dati ufficiali, il numero di mipymes autorizzate era rimasto praticamente congelato attorno a 11.300 dal 2025, in un contesto in cui numerosi progetti rimanevano senza risposta mentre l'economia continuava a deteriorarsi.

Il pacchetto prevede anche la riduzione delle pratiche burocratiche per la creazione e l'operatività delle imprese private, una delle principali lamentele del settore imprenditoriale emergente.

Per anni, gli imprenditori hanno denunciato l'esistenza di ostacoli amministrativi che rendevano difficile la costituzione di un'azienda e l'ottenimento di licenze, permessi e importazioni.

Uno dei cambiamenti più significativi è l'autorizzazione delle imprese private con più di 100 lavoratori. Fino ad ora, le mipymes cubane avevano dei limiti che impedivano l'espansione di attività di maggiore scala. A partire da quel numero, verranno ufficialmente riconosciute come imprese private, una figura che il discorso ufficiale ha evitato per decenni considerandola incompatibile con i principi socialisti.

Allo stesso modo, il Governo permetterà a una persona fisica di essere titolare di più di un'impresa privata e di possedere azioni in diverse società.

Saranno inoltre autorizzate nuove forme societarie, incluse le società per azioni, uno strumento comune nelle economie di mercato ma storicamente assente dal quadro imprenditoriale cubano.

La riforma rappresenta una rottura con anni di restrizioni concepite proprio per impedire la concentrazione di capitale e limitare la crescita imprenditoriale indipendente dallo Stato.

Un'altra novità rilevante è la concessione di diritti di usufrutto e superficie a imprese private e cooperative per sviluppare investimenti produttivi.

Fino ad ora, le difficoltà di accesso legale a terreni e immobili costituivano una delle principali barriere per ampliare le capacità produttive.

Il regime ha anche informato che consentirà agli attori economici non statali di depositare valute estere in contante su conti bancari nella stessa moneta, purché dichiarino l'origine lecita dei fondi.

La misura rappresenta un significativo allentamento in un paese dove le restrizioni finanziarie e valutarie sono state una costante per anni.

In parallelo, le autorità ridurranno l'elenco delle attività vietate per il settore privato e permetteranno alle forme di gestione non statale di sviluppare nuove attività senza abbandonare il loro oggetto sociale principale.

Forse uno dei cambiamenti più simbolici è l'apertura del settore agropecuario alle imprese private. Per decenni, l'agricoltura cubana è stata caratterizzata da controlli statali, restrizioni alla proprietà e modelli produttivi che hanno contribuito al collasso della produzione nazionale di cibo.

La decisione implica ammettere, seppur parzialmente, che lo schema attuale non è riuscito a garantire l'approvvigionamento della popolazione.

Il Governo ha anche annunciato la creazione di mercati di forniture con partecipazione statale, privata e straniera, nonché di una Piattaforma Nazionale per i Collegamenti Produttivi che obbligherà le aziende statali a pubblicare le loro necessità di acquisto e subappalto.

Queste misure arrivano in un contesto di crisi economica che ha spinto il regime ad adottare proposte che fino a pochi anni fa erano considerate concessioni inammissibili al capitalismo.

Sebbene le autorità insistano sul fatto che le riforme mirano a preservare il socialismo, l'entità dei cambiamenti evidenzia fino a che punto la realtà economica ha costretto il Governo ad abbandonare vecchi dogmi e ad accettare meccanismi di mercato che per decenni ha combattuto.

Per numerosi analisti, il problema non risiede unicamente nella lentezza con cui arrivano queste riforme, ma nel fatto che molte di esse rispondono a ostacoli creati dallo stesso Stato.

L'autorizzazione di imprese private più grandi, l'ampliamento delle forme societarie o l'apertura del settore agropecuario sono misure che avrebbero potuto essere adottate anni fa, quando l'economia conservava ancora maggiori margini di manovra.

Ora, con una caduta accumulata del PIL vicina al 26% dal 2020, un'inflazione persistente, una forte emigrazione e un deterioramento generale delle condizioni di vita, il regime è costretto a adottare un modello economico che ha mostrato sempre più i propri limiti a causa della crisi.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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