"Il popolo cubano merita libertà": Dichiarazione incisiva del ministro degli Esteri dell'Estonia

Il cancelliere dell'Estonia ha incontrato a Tallinn il leader dell'Assemblea della Resistenza Cubana e ha richiesto libertà, democrazia e riforme per Cuba.



Margus Tsahkna e Orlando Gutiérrez BoronatFoto © X / @Tsahkna

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Il ministro degli Affari Esteri dell'Estonia, Margus Tsahkna, ha incontrato mercoledì a Tallin il Dr. Orlando Gutiérrez-Boronat, Segretario Generale dell'Assemblea di Resistenza Cubana (ARC), e ha pubblicato un comunicato sul suo profilo di X in cui ha affermato senza ambiguità: «Il popolo cubano merita libertà, democrazia e rispetto per i diritti umani».

L'incontro si è svolto in un momento di intensa attività diplomatica della ARC in Europa. Solo il giorno precedente, Gutiérrez-Boronat aveva partecipato alla Conferenza Internazionale sulla Libertà dell'Emisfero Occidentale, tenutasi presso il Parlamento della Lituania, dove ha chiesto la fine del finanziamento europeo alla dittatura cubana e ha sottolineato che i cubani avevano portato avanti 70 giorni consecutivi di proteste nelle strade.

Tsahkna ha descritto l'incontro come un'opportunità per «discutere su come sostenere un futuro democratico pacifico per Cuba» e ha elencato tre motivi che, a suo avviso, rendono urgenti le riforme: il continuo incarceramento di oppositori politici, le restrizioni alle libertà fondamentali e il supporto del regime cubano all'aggressione russa contro l'Ucraina.

«Queste riforme sono essenziali affinché Cuba possa esprimere il suo potenziale e costruire un futuro più prospero per il suo popolo», ha aggiunto il ministro degli Esteri estone.

La riunione a Tallin ha coinciso con il dibattito in aula del Parlamento Europeo a Strasburgo, precedente alla votazione prevista per questo giovedì di una risoluzione che chiede la liberazione immediata di oltre 1.200 prigionieri politici cubani, sanzioni contro i responsabili della repressione e dirigenti del conglomerato militare GAESA, e la possibile sospensione dell'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione tra l'UE e Cuba.

Questa risoluzione è il seguito di un emendamento approvato nel gennaio del 2026 con 331 voti favorevoli nel Parlamento Europeo per rivedere la cooperazione privilegiata con L'Avana, citando tra le altre ragioni l'invio di oltre 1.076 combattenti cubani in Ucraina a sostegno della Russia.

L'Estonia ha mantenuto una posizione particolarmente ferma nei confronti del regime. Nel gennaio del 2026, Tsahkna ha chiesto formalmente all'UE di rivedere un progetto di digitalizzazione dello Stato cubano del valore di 441.000 euro, sostenendo il possibile utilizzo politico di questo aiuto.

Settimane dopo, a febbraio, l'Accademia di Governo Elettronico dell'Estonia ha congelato l'invio di attrezzature tecnologiche destinate a Cuba e ha sospeso il progetto «Cuba Digital».

Por sua parte, Gutiérrez-Boronat è arrivato a Tallinn dopo il suo intervento a Vilnius, dove ha descritto il momento attuale come il più vicino al cambiamento che ha vissuto Cuba. «Il motore del cambiamento è il popolo cubano», ha affermato di fronte a funzionari degli Stati Uniti, Ucraina, Polonia, Armenia, Moldova e Regno Unito che hanno sostenuto la causa in quella conferenza.

Il dirigente oppositore ha anche sottolineato la natura delle proteste: «Non stanno urlando chiedendo elettricità, non stanno chiedendo di alzare l'embargo; quello che gridano è andatevene, siamo stufi di voi, abbasso il comunismo, libertà».

La ARC è in corso di un'azione di lobbying presso le istituzioni europee almeno dal 2023. Nel 2026, questo impegno si è intensificato con presentazioni a Bruxelles, Madrid, Roma e al Senato d'Italia, promuovendo il Accordo di Liberazione per Cuba insieme a Pasos de Cambio di Rosa María Payá.

«È un regime che non è stato in grado di proteggere Maduro, ma che può uccidere e incarcerare i cubani, e per questo abbiamo migliaia di prigionieri politici», ha avvertito Gutiérrez-Boronat a Vilnius, in una frase che riassume l'argomento centrale che la resistenza cubana porta in ogni capitale europea che visita.

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