"La vita a Cuba è diventata un disastro totale": Le dure parole di questo cubano sull'isola che fanno piangere tutti

Un giovane cubano denuncia su TikTok la crisi che vive l'isola: scarsità di cibo, blackout di fino a 10 giorni e salari che non bastano nemmeno per il riso.



Cubano sull'isolaFoto © @joel_picz2001 / TikTok

Un giovane cubano conosciuto sui social media come Joelito el Cubanito ha pubblicato mercoledì un video su TikTok che ha scosso migliaia di compatrioti dentro e fuori dall'isola: mentre prepara riso con picadillo di pollo, denuncia con franchezza la crisi che vive il popolo cubano in un testimonianza di poco più di un minuto che molti hanno descritto come devastante.

«La vita a Cuba è diventata un disastro totale», dice il giovane all'inizio del video, prima di invitare i suoi seguaci a unirsi a lui nella preparazione di quello che, secondo lui, non è più un pranzo qualsiasi.

«Voglio che mi accompagnino a preparare il pranzo di oggi. Per molti è solo un pranzo comune, ma per noi è diventato il pane di ogni giorno», spiega Joelito, sottolineando che ci sono persone che non possono neanche permettersi qualcosa di così basilare come quel piatto.

Il giovane non si limita a mostrare la sua cucina: elenca con precisione le carenze che caratterizzano la vita quotidiana nell'isola.

«Il riso è caro, l'olio non si trova e il popolo continua a parlare. Non c'è mai e quando appare non tutti possono permetterselo», afferma nel video.

La sua testimonianza abbraccia diverse generazioni: «Ci sono madri disperate che non sanno cosa fare per mettere un piatto in tavola per i loro figli, anziani che nemmeno il libretto degli assegni consente di comprare il riso del mese, e ci sono giovani come me che lavorano ogni giorno eppure non riescono a mangiare bene».

Uno dei momenti più toccanti del video è quando Joelito descrive la rassegnazione collettiva che si è instaurata nella società cubana.

«La cosa più triste è che abbiamo normalizzato tutto: non avere acqua potabile, non avere corrente per otto o dieci giorni», si lamenta.

E ha concluso con una frase che molti hanno considerato il vero nucleo del problema: «Molte persone pensano che sia solo un problema di internet, acqua ed energia. Ebbene no, il vero problema è non riuscire a nutrirsi in modo dignitoso».

Il testimonianza di Joelito non è una percezione isolata, ma il riflesso di una crisi documentata e in aggravamento. Secondo il Food Monitor Program, il 96,91% della popolazione cubana non ha accesso adeguato a cibi a causa dell'inflazione e della perdita di potere d'acquisto, secondo i dati di maggio 2026.

La survey «In Cuba c'è Fame 2025» ha rivelato che il 33,9% delle famiglie ha riportato che almeno una persona è andata a dormire affamata negli ultimi 30 giorni, rispetto al 24,6% registrato nel 2024.

Le cifre economiche spiegano perché il riso con picadillo è diventato un lusso: il riso supera i 400 pesos cubani per libbra nel mercato informale, mentre lo stipendio medio statale si aggira attorno ai 7.000 pesos mensili, il che significa che un lavoratore potrebbe acquistare appena 17 libbre di riso con tutto il suo stipendio, senza coprire ulteriori spese.

La cesta basica è stimata in almeno 50.000 pesos cubani al mese, più di sette volte il salario medio.

La scarsità alimentare si aggiunge al collasso energetico: Cuba ha accumulato almeno sette collassi totali del sistema elettrico in 18 mesi, con interruzioni di corrente che raggiungono fino a 20 e 24 ore giornaliere in varie zone del paese, e un deficit di generazione che a giugno 2026 superava i 1.975 MW.

Il ministro cubano dell'Industria Alimentaria, Alberto López Díaz, ha ammesso il 6 giugno nel programma Mesa Redonda che fino a questo momento dell'anno non sono stati distribuiti olio, pollo né yogurt tramite la tessera di razionamento, e che è arrivata solo una delle sei navi di grano contrattate per il 2026.

«Senza energia, senza combustibile non è possibile produrre alimenti», ha riconosciuto il funzionario, in un'ammissione che contrasta con decenni di promesse del regime sulla sovranità alimentare dell'isola.

L'80,4% delle famiglie cubane ha visto compromessa la propria capacità di cucinare a causa dei blackout, e il 48,3% ha perso cibi per mancanza di refrigerazione, secondo lo stesso ente di monitoraggio alimentare.

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.