I prezzi continuano a salire a Cuba: Cosa dicono le statistiche ufficiali?

La ONEI riporta un'inflazione annuale del 15,89% nel maggio 2026, con alimenti e gastronomia che guidano l'aumento. Guantánamo è la provincia più costosa.



Punto di vendita a Cuba (immagine di archivio 2025)Foto © CiberCuba

Video correlati:

La Oficina Nacional de Estadistica e Informazione (ONEI) ha pubblicato questo mese il suo rapporto sull'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC) relativo a maggio 2026, che conferma la persistenza di un'inflazione elevata e in accelerazione a Cuba.

Secondo il documento ufficiale, l'IPC generale si è attestato a 551,47 punti rispetto alla base di dicembre 2010, con una variazione mensile dell'1,85%, una variazione cumulativa del 9,16% tra gennaio e maggio, e una variazione annuale del 15,89%.

Quel cumulato dei primi cinque mesi supera il 7,45% registrato nello stesso periodo del 2025, il che indica che il processo inflazionistico si sta accelerando, non rallentando.

La tendenza al rialzo è costante: la variazione annuale è passata dal 12,52% di gennaio al 12,33% di febbraio, al 13,42% di marzo, al 14,73% di aprile e al 15,89% di maggio, secondo i dati accumulati sull'inflazione nel 2026.

I settori che hanno spinto di più i prezzi a maggio sono stati Ristoranti e Alberghi, con una variazione mensile del 2,93% e un accumulato interannuale del 26,54%, seguiti da Alimenti e bevande analcoliche, con un aumento mensile del 2,26% e del 19,24% interannuale.

All'interno del paniere alimentare, gli articoli che hanno influito maggiormente sull'aumento mensile sono stati la carne di maiale, il latte in polvere, il prosciutto, la carne di montone e il caffè macinato.

La ONEI ha pubblicato simultaneamente un rapporto sui prezzi minimi e massimi per provincia che consente di identificare significative disparità territoriali.

Guantánamo emerge come la provincia più costosa per vari prodotti essenziali: l'olio confezionato arriva a 1.555,56 pesos al litro, il latte in polvere intero a 1.739,13 pesos per 500 grammi, il formaggio bianco a 1.000 pesos per libbra e il pesce fresco a 600 pesos per libbra.

En l'estremità opposta, Pinar del Río registra i prezzi più bassi in buona parte del paniere osservato, con l'olio confezionato a partire da 1.200 pesos al litro, il riso a partire da 220 pesos alla libbra e le uova a partire da 95 pesos l'unità.

A L'Avana, i prezzi sono altrettanto sorprendenti: il limone arriva a 900 pesos al chilo, l'arancia a 1.500 pesos e l'aglio a 1.920 pesos.

Tuttavia, il fatto che Pinar del Río sia la provincia più economica non implica che i prezzi siano accessibili per la maggior parte dei cubani.

L'economista Javier Pérez Capdevila ha stimato che i cubani hanno bisogno di circa 96.000 pesos per coprire il necessario mensilmente, di cui 70.070 sono solo per alimenti, mentre il salario medio ufficiale nel 2025 era di appena 6.930 pesos, equivalente a circa 10 dollari.

Questa differenza, di oltre 13 volte tra il reddito medio e il costo della vita stimato, illustra l'entità del deterioramento del potere d'acquisto della popolazione.

L'economista Pedro Monreal ha inoltre avvertito riguardo alla «discutibile affidabilità» delle statistiche ufficiali, sottolineando che l'IPC probabilmente sottovaluta l'inflazione reale, e che la combinazione di prezzi in aumento con una caduta stimata del PIL potrebbe portare a una situazione di stagnazione inflazionaria a Cuba.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.