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Un atto di reclutamento militare tenutosi questo mercoledì a Maisí, il comune più orientale di Cuba, è stato diffuso da una pagina ufficiale legata alle autorità locali, in un contesto caratterizzato dall'aumento delle tensioni tra L'Avana e Washington e dalle crescenti critiche al Servizio Militare Attivo (SMA).
Le immagini, pubblicate dalla pagina Facebook «Dme Maisí Guantánamo Cuba», mostrano un ufficiale in uniforme che legge documenti davanti a un gruppo di giovani che tengono in mano le bandiere cubane e dell'Unione dei Giovani Comunisti (UJC).
La pubblicazione presenta l'attività come una cerimonia di congedo per coloro che si incorporano al servizio militare e cita la Costituzione, la Legge n. 75 di Difesa Nazionale e il Decreto-Legge 224 del 2001 come fondamento legale del processo.
«Di fronte al richiamo del dovere, si preparano a compiere questa fase delle loro vite», sottolinea il testo diffuso dall'ente.
Tuttavia, la narrativa ufficiale contrasta con le denunce effettuate negli ultimi anni da famiglie cubane che hanno messo in discussione il carattere obbligatorio del reclutamento e le condizioni in cui migliaia di giovani svolgono il Servizio Militare Attivo.
L'atto ha avuto luogo in un momento particolarmente delicato. Sin dall'inizio del 2026, il regime ha intensificato il suo discorso di preparazione militare dopo il deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti.
In giugno, Miguel Díaz-Canel ha assicurato che Cuba risponderebbe a qualsiasi aggressione esterna.
«Se la patria viene attaccata, risponderemo in legittima difesa. E se tenteranno di entrare, non ci siano dubbi, ci sarà un combattimento deciso e fermo», affermò allora il governante cubano.
La posizione di Maisí aggiunge una dimensione simbolica all'evento. Il comune fa parte della provincia di Guantánamo, dove si trova la base navale statunitense, uno dei principali punti di attrito tra i due paesi.
Negli ultimi mesi, la retorica ufficiale su una possibile confrontazione si è spostata anche nell'ambito pubblico. Durante le attività ufficiali svolte quest'anno, figure vicine al regime hanno rilasciato dichiarazioni di tono bellicoso a difesa di una possibile risposta militare cubana.
Mientras le autorità promuovono il servizio militare come una responsabilità patriottica, organizzazioni indipendenti e familiari di reclute continuano a denunciare incidenti, negligenze e decessi verificatisi durante l'adempimento del SMA.
Datos raccolti da Archivo Cuba e CubaXCuba indicano che almeno 67 reclute sono morti tra il 2018 e l'inizio del 2026 per diverse cause, tra cui suicidi, incidenti e presunte negligenze. Da parte sua, Cubalex ha documentato almeno 19 decessi di giovani durante il servizio militare solo nel 2025.
La provincia di Guantánamo è stata recentemente teatro di alcuni di questi casi. Nel dicembre del 2025 è deceduto Eldis Leyva Nieves, di 19 anni, dopo essere rimasto ferito durante esercitazioni di tiro. Mesi dopo, a febbraio del 2026, Abraham Limonta Estrada, di 17 anni, è morto nell'Unità Militare «La Marquesita», un evento che ha suscitato grande commozione tra familiari e amici.
Alle preoccupazioni riguardo alla sicurezza dei reclutati si aggiunge l'assenza di meccanismi legali per rifiutare il servizio militare per motivi di coscienza. La legislazione cubana non riconosce questo diritto e prevede sanzioni per coloro che non adempiono alle obbligazioni di iscrizione o incorporazione.
Il Decreto 103 del 2024 prevede multe di fino a 7.000 pesos per coloro che non si presentano quando vengono convocati, oltre a possibili conseguenze penali in casi considerati recidivi.
In questo contesto, l'atto celebrato a Maisí riflette la continuità di una politica di reclutamento che le autorità presentano come un dovere civico, ma che continua a generare preoccupazione tra numerose famiglie cubane di fronte ai rischi e alle limitate opzioni legali per evitare l'incorporazione dei loro figli al Servizio Militare Attivo.
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