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Il comico cubano Ulises Toirac ha risposto con ironia e umorismo a un utente che gli ha lasciato l'insulto «Mercenario» in un post in cui rifletteva sulle misure economiche annunciate da Díaz-Canel lo scorso 12 giugno.
Il commento è stato lasciato da un utente identificato come Alejandro Dieguez nel post in cui Toirac metteva in discussione l'efficacia delle riforme del regime, chiedendo «Si sta ammainando qualche bandiera del socialismo?» e affermando che le misure sono arrivate «tardi e a malincuore» e che «oggi non funzioneranno neanche».
Toirac ha risposto innanzitutto con una domanda ironica diretta all'accusatore: «Quale dei tuoi capi?», insinuando che lo stesso Dieguez serve interessi esterni.
Ma non si è fermato lì. Diverse ore dopo ha pubblicato un nuovo post su Facebook dove ha ampliato la risposta con il suo caratteristico umorismo: «Non capisco perché non capiscano. Guarda la mia pancia! Nessuno può pagarmi, o me lo sto spendendo in dati».
Nei commenti di quel post, Toirac ha aggiunto due frasi che hanno raccolto anch'esse centinaia di reazioni: «A volte me la mettono troppo facile» e «Comunità fake... Jámenselo».
Il termine «mercenario» è un'etichetta ricorrente che il regime cubano e i suoi sostenitori usano per screditare coloro che criticano il governo, insinuando che ricevano un compenso dall’estero per opporsi.
Toirac, da parte sua, tende a esprimere sui suoi social le sue opinioni e posizioni sulla situazione nell'isola e sulla sua realtà: ad aprile ha affermato che «la gente non vuole vivere a Cuba» rispondendo a dichiarazioni di Díaz-Canel sulla rete NBC, e a maggio ha risposto ad altri critici con la domanda: «E questi sono i combattenti che faranno la guerra di tutto il popolo?»
In febbraio avevo già messo in discussione il discorso ufficiale sui «tempi difficili», sottolineando che Cuba è in crisi da decenni.
La sua postura critica le è costata censura e divieti in istituzioni statali, ma le ha anche procurato un pubblico fedele che riconosce nel suo umorismo una forma di non voltarsi dall'altra parte, di esprimersi e, non poche volte, di affrontare il discorso ufficiale.
Le misure annunciate da Díaz-Canel lo scorso 12 giugno includono una maggiore autonomia municipale e imprenditoriale, l'apertura agli investimenti dei cubani all'estero e la riduzione dei sussidi. Toirac ha sottolineato nel suo post a riguardo che il tentativo di attrarre imprenditori della diaspora arriva quando quel settore è già «scottato» e che molti investitori hanno già subito problemi con il debito del regime.
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