Nemmeno il Habana Libre si salva dalla trascuratezza a Cuba: un fotografo cattura un rimedio improvvisato in una finestra

Un fotografo ha catturato una finestra dell'Hotel Habana Libre coperta con tavole di legno al posto del vetro. L'immagine ha scatenato un'avalanga di commenti ironici sulla scadente qualità del turismo cubano. L'episodio riflette il collasso del settore: Cuba ha ricevuto il 55,8% in meno di turisti nel primo quadrimestre del 2026.



Parche scadente nel finestrone dell'Habana LibreFoto © FB/Alberto Glez Delgado

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Un fotografo ha catturato questa settimana quello che potrebbe essere il riassunto visivo più eloquente dello stato del turismo cubano: una finestra del Hotel Habana Libre, nel cuore del Vedado habanero, coperta con tavole di legno al posto del vetro originale, mentre il resto della iconica facciata verde-blu continua a fingere che tutto vada bene.

L'autore delle immagini, Alberto Glez Delgado, ha pubblicato su Facebook con un breve testo che dice tutto: «La soluzione del 'parcheggio'. Hotel 'Habana Libre'. Mancando il vetro in una stanza, la cosa più semplice è 'coprire' il buco per non farlo vedere».

Captura di FB/Alberto Glez Delgado

Il pezzo di legno marrone —apparentemente compensato, senza alcun segno di dissimulazione— si trova approssimativamente tra il tredicesimo e il quindicesimo piano della torre di 25 piani, come una macchia di trascuratezza istituzionale su uno degli edifici più emblematici di Cuba.

La ironia storica è enorme: l'Habana Libre fu inaugurato nel marzo del 1958 come l' Hotel Habana Hilton, all'epoca il più alto e con la maggiore capacità dell'America Latina, con un investimento di 24 milioni di dollari e oltre 600 camere, progettato dall'architetto Welton Becket insieme ai cubani Nicolás Arroyo e Gabriela Menéndez.

Il governo rivoluzionario lo nazionalizzò nel giugno del 1960 e lo rinominò con il suo attuale nome, dopo aver funto da quartier generale per Fidel Castro nel 1959. Da allora, in esso, come in altre edificazioni emblematiche, la trasformazione di quello che un tempo era un simbolo di lusso è stata, diciamo, in direzione opposta al progresso.

Gli internauti non hanno tardato a reagire con la giusta miscela di indignazione e ironia che lo spettacolo merita. Uno ha riassunto la situazione con precisione chirurgica: «Sono degli scadenti, è quello che sono. Ti fanno pagare qualsiasi cosa in quel famoso hotel di Cuba. E ora il pagamento, anche per un caffè, è in dollari. Le stanze distrutte, il servizio al cliente è pessimo, in decadenza come tutto al giorno d'oggi. Fa vergogna». Un altro, con meno parole e più precisione, lo ha attribuito al «dipartimento delle scadente del Ministero del Turismo».

Non è mancato chi ha ricordato che «l'Habana era Libera prima del 1959» né chi ha sentenziato che «questo non sarebbe successo quando si chiamava Havana Hilton». Qualcun altro ha avvertito, con un'inevitabile tristezza profetica: «Tra poco sembrerà un edificio dell'Avana Vecchia». E un altro internauta, con humor nero, ha riassunto l'intera esperienza del hotel: «Se scendi per le scale, hai un infarcto. Se prendi l'ascensore, è un'altra odissea».

E quest'ultima battuta ha un fondamento documentale. Nel marzo del 2026, una ospite ha dovuto scendere 22 piani a piedi poiché nessuno degli ascensori dell'Habana Libre funzionava, il tutto dopo aver pagato 47.200 pesos cubani per il soggiorno di due persone. Un lusso, senza dubbio.

Il patch sul vetro non è un aneddoto isolato, ma il sintomo visibile di una crisi strutturale che si sta deteriorando dall'interno. Il turismo cubano è in caduta libera da quattro anni: nel primo quadrimestre del 2026, l'isola ha ricevuto solo 328.608 turisti internazionali, un crollo del 55,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'occupazione alberghiera si aggira attorno al 21,5% totale, e alcune analisi la collocano al di sotto del 10% in certi periodi.

Il mercato canadese —storicamente il principale— è passato da 346.109 visitatori nei primi quattro mesi del 2025 a appena 125.444 nello stesso periodo del 2026, con una diminuzione del 63,8%. La catena Blue Diamond ha già confermato la sua uscita da Cuba, e altre compagnie alberghiere l'hanno seguita. D'altra parte, La Germania ha emesso questa settimana un severo avviso di viaggio contro l'isola. Di fronte al collasso, il regime ha applicato da febbraio una strategia di «compattazione turistica» chiudendo alberghi con bassa occupazione; a Cayo Santa María, Gaviota ha chiuso 20 alberghi, colpendo più di 7.000 lavoratori.

Nel frattempo, sulla facciata dell'Habana Libre, un pannello di legno marrone continua a svolgere le funzioni di una finestra. Come ha riassunto un utente del web con involontaria filosofia: «Qui è sempre stato così, mettendo toppe». E un altro, guardando al futuro con un pessimismo ben fondato, ha avvertito: «Così appariranno poco a poco quelli di Varadero e i cayos».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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