Tom Homan, il «zar della frontiera» della Casa Bianca, ha chiarito che il Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane (ICE) non avrà come priorità la detenzione di immigrati durante il Mondiale di Calcio 2026, che inizierà mercoledì 11 giugno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada.
In un'intervista con la rete ABC, Homan è stato categorico: la missione dell'agenzia durante il torneo sarà incentrata esclusivamente sulla sicurezza nazionale e sulla protezione dell'evento, non su operazioni migratorie.
«La priorità non è arrestare persone illegali»
«Abbiamo una responsabilità per la sicurezza nazionale che porteremo avanti», ha affermato Homan, escludendo che l'ICE destinerà le sue risorse a raid contro gli immigrati in situazione irregolare durante le settimane del torneo.
La dichiarazione più contundente del funzionario è stata diretta: «[La missione dell'ICE] non è arrestare persone che si trovano nel paese in modo illegale».
Tuttavia, Homan ha lasciato aperta un'importante eccezione: se durante il torneo viene rilevata una minaccia alla sicurezza che coinvolge un straniero in situazione irregolare, l'agenzia agirà.
«Se troviamo un problema di sicurezza nazionale e questo coinvolge un straniero irregolare, ovviamente prenderemo provvedimenti a riguardo», avvertì.
Al essere interrogato su se i tifosi stranieri dovrebbero temere arresti per motivi migratori, Homan è stato chiaro: «Siamo concentrati sui problemi di sicurezza nazionale e su questo ci concentreremo».
ICE presente in tutte le sedi, ma con un altro approccio
In maggio, il segretario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS), Markwayne Mullin, aveva già confermato che gli agenti dell'ICE saranno presenti tutti i giorni in tutte le sedi del torneo.
«L'ICE e l'HSI saranno presenti tutti i giorni. Lavoreranno con partner locali e federali per garantire la Coppa del Mondo FIFA», ha dichiarato Mullin, precisando che il dispiegamento mira a combattere la contraffazione dei biglietti, la tratta di persone, il traffico di droga e la vendita di merci contraffatte.
Mullin ha anche precisato che l'obiettivo non è «radunare masse di individui», anche se non ha escluso arresti nel caso vengano identificate persone ricercate per reati gravi o incluse in liste di sorveglianza antiterrorista.
Un contesto di alta tensione migratoria
In dicembre 2025, Andrew Giuliani, coordinatore del Mondiale alla Casa Bianca, aveva già suscitato allarme dichiarando che Trump «non esclude nulla che possa rendere questo paese più sicuro», incluse possibili retate durante il torneo.
Nel aprile del 2026, Amnesty International e oltre 120 organizzazioni per i diritti civili hanno emesso un avviso formale di viaggio per il Mondiale, segnalando arresti arbitrari e condizioni «disumane» nei centri di detenzione.
La ACLU, Human Rights Watch e la NAACP hanno inoltre chiesto alla FIFA garanzie vincolanti sui diritti umani, sottolineando che ICE aveva già firmato 1.544 accordi con agenzie locali in città ospitanti come Dallas, Houston e Miami.
Il Senato approva 70.000 milioni di dollari per l'ICE
Il venerdì, il Senato degli Stati Uniti ha approvato con un voto di 52 a 47 un pacchetto di 70.000 milioni di dollari aggiuntivi per il DHS, destinati principalmente a rafforzare le operazioni di ICE e della Pattuglia di Frontiera.
Questo finanziamento si aggiungerebbe a circa 100.000 milioni di dollari in fondi non spesi del DHS per l'applicazione delle leggi sull'immigrazione.
La misura, sostenuta dai repubblicani, è stata criticata dai democratici e rappresenta una delle maggiori vittorie legislative di Trump in materia di immigrazione, e ora passa alla Camera dei Rappresentanti.
Il Mondiale di Calcio 2026 si svolgerà tra l'11 giugno e il 19 luglio, con un totale di 104 partite, di cui 78 si giocheranno sul suolo statunitense in 11 città ospitanti. Si prevede che l'evento attrarrà fino a 10 milioni di visitatori in Nord America.
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