Un sole splendido, uccellini che cantano e Ulises Toirac con il telefono in mano per documentare il miracolo. Il comico cubano ha pubblicato questo sabato un reel di appena 16 secondi su Facebook in cui descrive un sabato soleggiato con l'emozione di chi ha appena visto un UFO, e conclude con la domanda che dice tutto: «Tu puoi immaginare questo in un paese normale?».
La frase, breve e incisiva, non ha bisogno di spiegazioni per nessun cubano.
Toirac apre il video con un entusiasmo che mescola genuina gioia e sarcasmo preciso: «Fratello, che sabato più bello. Wow! Un sole fantastico. Gli uccellini cantano. Precioso, asere, precioso»... Fino a quel punto, tutto è meraviglioso. Poi, in un taglio diretto, la domanda come un colpo.
Il divertimento sta nel fatto che lo sfondo è terrificante: Cuba è da mesi in condizioni di blackout tra le 20 e le 24 ore al giorno, con un deficit elettrico che ha superato i 2.147 MW a maggio, lasciando circa il 70% dell'isola senza elettricità contemporaneamente. A L'Avana sono stati segnalati tagli fino a 23 ore e 11 minuti in un solo giorno; in alcune province, le interruzioni hanno raggiunto le 50 ore consecutive.
In questo contesto, che un sabato di sole e canti di uccelli susciti stupore —e una domanda retorica— riassume con precisione ciò che significa vivere a Cuba nel 2026, con mancanze di ogni tipo e una disperazione che oscura anche la giornata più luminosa.
Pero Toirac non è arrivato a questa frase per caso. Fa parte di un metodo che ha affinato con la pazienza di un ingegnere elettrico —che è, infatti, ciò che ha studiato prima di dedicarsi all'umorismo. Ad aprile ha usato una risorsa simile annunciando satiricamente la fondazione del fittizio «Partito Ortodoncista Bembocratico», sottolineando che creare un partito politico è «qualcosa di quotidiano in qualsiasi paese», ma non a Cuba.
En marzo aveva detto, con la stessa ironia avvolta nella serietà: «Io non voglio un AKM, voglio il paese effettivo che mi porti a difenderlo», contrapponendo il fucile che il regime ha consegnato al cantautore Silvio Rodríguez, con il benessere che non arriva mai. E a maggio, davanti a coloro che si aspettavano qualche soluzione magica alla crisi, è stato lapidario: «Questa non è Jóligud né c'è una soluzione magica per fermare questa merda».
Toirac ha attribuito anche il collasso elettrico a «30 anni di cattiva politica degli investimenti», senza permettere al regime di rifugiarsi comodamente nell'embargo statunitense. Una posizione che, venendo da qualcuno con la sua solida carriera artistica e crescente leadership di opinione nei social, ha un suo peso specifico.
La domanda di sabato soleggiato è, in questo contesto, la versione più leggera — e forse più devastante — di quella stessa critica costante. Perché non accusa, non denuncia, non richiede: descrive solo una bella giornata e chiede se qualcuno riesce a immaginare cosa significherebbe godersela in condizioni normali. La risposta, ovviamente, la dà ogni cubano che da mesi vive senza luce, senza acqua, senza combustibile e senza prospettive.
Nel dicembre del 2025 Toirac ha ricordato anche al comico Virulo che «l'umorismo non può nascondere» la realtà sociale cubana. Questo sabato, con 16 secondi e un sole splendido, ha dimostrato che non è necessario nasconderla: basta descriverla e poi porre la domanda giusta.
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