Iglesia cattolica di Santiago di Cuba lancia un appello al governo: «La situazione è diventata insostenibile»

La Parrocchia San Antonio María Claret di Santiago de Cuba denuncia l'accumulo di spazzatura, roditori e incendi davanti al tempio senza risposta da parte delle autorità.



Parrocchia di Santiago di Cuba interpella il governo locale: "Fino a quando?"Foto © Collage Facebook/Parrocchia San Antonio María Claret, Santiago di Cuba

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La Parrocchia San Antonio María Claret di Santiago di Cuba ha pubblicato una denuncia pubblica su Facebook indirizzata «alle autorità competenti», segnalando l'accumulo di rifiuti, macerie e scarti davanti alla sua edificazione in condizioni che definiscono insostenibili, scomode e pericolose per la salute.

Il testo, firmato dalla comunità parrocchiale, descrive una situazione di estremo degrado igienico che le autorità locali hanno ignorato nonostante le richieste dirette: «Abbiamo parlato direttamente con la delegata della Circoscrizione e nulla, non c'è nessuna risposta che soddisfi i desideri della Comunità della Parrocchia e dei vicini all'edificio».

La denuncia dettaglia che di fronte al tempio, situato nel quartiere di Sueño, si accumulano non solo rifiuti domestici, ma anche cibo in decomposizione «adatto ai maiali» e detriti di ogni tipo.

«Insopportabili sono il cattivo odore, i vettori e l'aspetto deprimente con cui ci confrontiamo ogni giorno, 24 ore su 24», segnala il comunicato, che aggiunge che assistere alla messa è diventato «molto fastidioso» a causa del puzzo e «l'aumento delle mosche che svolazzano attorno ai fedeli».

La situazione è degenerata mercoledì scorso —giorno dedicato dalla parrocchia all'incontro mensile con gli anziani— quando si è verificato un incendio nella discarica: «Il fumo metteva in pericolo la celebrazione. Chi scrive ha dovuto assumere le funzioni di 'pompiere' affinché i nostri anziani potessero godere di un momento di sano svago».

La parrocchia riporta anche che «sono già stati avvistati i primi roditori aggirarsi all'interno» del tempio, il che aumenta l'allerta sanitaria.

Questo caso non è il primo a Santiago di Cuba. Nel dicembre 2025, la Parrocchia Santissima Trinità ha presentato una denuncia simile, quando il parroco Raoul Bekolo ha definito l'accumulo di rifiuti davanti al suo tempio come «indignante, doloroso e profondamente irrispettoso».

In quella occasione, le autorità inviarono squadre di pulizia con buldozer il giorno dopo, ma senza soluzioni strutturali, il che spiega perché il problema persista e si ripeta in altre parrocchie mesi dopo.

Il reclamo si inserisce in una crisi sanitaria più ampia. Nell'aprile del 2026, il governo provinciale ha ammesso un grave deterioramento igienico-epidemiologico a Santiago di Cuba, con un'infestazione di Aedes aegypti ben al di sopra della media storica degli ultimi cinque anni e oltre il 60% dell'acqua distribuita non clorata a causa di malfunzionamenti nell'impianto di potabilizzazione di Quintero.

Nel gennaio del 2026 sono state segnalate allerta per un focolaio di epatite A associato al collasso della fognatura e all'accumulo di rifiuti, e a maggio del 2026 i residenti di un quartiere di Santiago hanno denunciato una piaga di cimici collegata a una discarica abusiva all'interno di una casa.

La crisi dei rifiuti è dovuta a cause sistemiche: la carenza di carburante paralizza i camion della raccolta, manca la macchina e c'è un collasso generale dei servizi comunali, problemi che i servizi dello scorso giugno 2026 collegano a focolai di dengue e chikungunya in tutto il paese.

La parrocchia ha concluso la sua denuncia con una domanda che riassume il malcontento della comunità: «Aspiramo ad avere un fronte pulito e igienico, come dovrebbe essere per il benessere e la cura della nostra comunità e dei nostri vicini. È tanto chiedere?»

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