Papa León XIV critica l'intelligenza artificiale: "Non ha coscienza morale."

Papa Leone XIV ha presentato "Magnifica Humanitas", la sua prima enciclica, in cui avverte che le macchine sono prive di coscienza morale e non possono sostituire l'essere umano.



Papa Leone IVFoto © Instagram / pontifex

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Il Papa Leone XIV ha presentato nella Sala del Sinodo del Vaticano la sua prima enciclica, "Magnifica Humanitas", il primo documento papale interamente dedicato all'intelligenza artificiale, in cui ha lanciato un avvertimento filosofico e morale senza precedenti: le macchine sono prive di coscienza e non potranno mai sostituire l'essere umano.

In un thread di pubblicazioni su X, il Pontefice ha sintetizzato il nucleo del documento con una dichiarazione incisiva: "Le intelligenze artificiali non vivono esperienze, non possiedono un corpo, non provano gioia e dolore, non maturano nelle relazioni e non conoscono dall'interno cosa significhino amore, lavoro, amicizia e responsabilità".

E ha aggiunto: "Non hanno nemmeno una coscienza morale: non giudicano il bene e il male, non comprendono il significato ultimo delle situazioni né si assumono il peso delle conseguenze. Possono imitare, possono simulare, ma non conoscono ciò che producono."

L'enciclica, firmata il 15 maggio nel Vaticano -esattamente 135 anni dopo "Rerum novarum", di Leone XIII-, colloca la rivoluzione dell'IA come la nuova sfida sociale equivalente alla prima rivoluzione industriale, e convoca "uomini e donne di buona volontà" ad agire di fronte a una storica encrucijada.

Il Papa ha anche avvertito sul rischio che i sistemi di IA generino una falsa impressione di obiettività: "L'impressione di obiettività che le risposte di questi sistemi sono in grado di suscitare può farci dimenticare che riflettono i parametri culturali di coloro che li hanno proiettati e addestrati".

Un altro dei pericoli segnalati è l'"apparenza di relazione" con le macchine, soprattutto in contesti di solitudine e scarsità affettiva: "L'imitazione artificiale di una comunicazione umana positiva può risultare gratificante, ma può anche indurre a inganno e dare la falsa impressione di essere in una relazione con un autentico soggetto personale", ha sottolineato.

In materia di lavoro, l'enciclica è altrettanto esigente: "Qualsiasi introduzione di automazione dovrebbe essere accompagnata da misure verificabili di protezione dell'occupazione, di riqualificazione e di partecipazione dei lavoratori", sottolinea il documento.

León XIV ha anche invitato a "disarmare l'IA", dichiarando obsoleta la dottrina tradizionale della guerra giusta di fronte all'avanzata delle armi autonome e affermando che "nessun algoritmo può rendere la guerra moralmente accettabile".

L'evento di presentazione ha visto la partecipazione di Christopher Olah, cofondatore dell'azienda di IA Anthropic, il quale ha riconosciuto di fronte al Vaticano che nei modelli avanzati di IA continuano a trovare "cose misteriose, persino inquietanti" e che i laboratori di IA operano sotto incentivi che possono scontrarsi con "fare la cosa giusta".

L'enciclica avverte anche contro ciò che il Papa definisce "tecnofascismo": la concentrazione del potere tecnologico in poche corporazioni multinazionali che controllano brevetti, algoritmi, piattaforme e infrastrutture, con l'avvertimento che "chi controlla l'IA imporrà la propria visione morale".

Dal suo elezione l'8 maggio 2025 come primo papa statunitense della storia, Leone XIV aveva collegato l'intelligenza artificiale a una nuova rivoluzione industriale e annunciato che la Chiesa avrebbe risposto con la sua Dottrina Sociale.

Il Pontefice ha concluso il suo appello con una visione che equilibra l'avvertimento con la speranza: "Il tempo dell'intelligenza artificiale può essere un passo in cui lo Spirito fa maturare la civiltà dell'amore nelle nostre vite".

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