«Dobbiamo capirci»: il sacerdote di El Cobre invita a superare le divisioni tra cubani

Il parroco di El Cobre ha invitato questo domenica a superare le divisioni tra cubani e ha avvertito che «l'intesa è urgente» per vivere in comunione.



Padre Rogelio Deán PuertaFoto © Facebook/Arzobispado de Santiago de Cuba

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Il padre Rogelio Deán Puerta, parroco della parrocchia di El Cobre e Rettore del Santuario Basilicale di Nostra Signora della Carità del Cobre, ha pronunciato questa domenica un'omelia in cui ha esortato con urgenza all'unità tra tutti i cubani, dentro e fuori dall'isola, durante la celebrazione della Solennità della Santissima Trinità.

Il messaggio è stato pubblicato dal Arzobispado di Santiago di Cuba sui suoi canali social e raccoglie uno dei richiami più diretti fatti dal sacerdote dal principale santuario del paese.

«Uno dei grandi problemi nella nostra storia nazionale cubana è stato, da molto tempo, le grandi differenze tra i cubani. Questo fa male. Fa molto male questa disunione, questa confrontazione, questa esaltazione dell'orgoglio ha portato il nostro popolo a soffrire molto, a vivere diviso», ha affermato il padre Deán Puerta.

Il sacerdote non ha eluso la realtà che vive Cuba oggi: «Nella nostra terra cubana al giorno d'oggi c'è tristezza. È evidente che c'è tristezza, che c'è dolore, che c'è oppressione, che mancano nuovi orizzonti, nuove prospettive dove possiamo recuperare quella gioia che ci ha distinti come popolo, come cubani».

Ha avvertito anche del pericolo dell'odio come forza distruttrice della convivenza: «L'odio è sottile e va causando danni. Ci mette l'uno contro l'altro e ci allontana da quella comunione che è lo stile di Dio, che è ciò che Dio vuole per noi».

In uno dei passaggi più incisivi del sermone, padre Deán Puerta ha sottolineato che la ricerca della giustizia non può diventare un fine a sé stante se non porta alla riconciliazione: «La giustizia, se non ci conduce all'amore e alla pace, non sarà mai una vera giustizia».

Chiese che scompaiano «l'orgoglio, l'autosufficienza, i desideri di potere che ci feriscono» affinché i cubani possano dialogare e comprendersi, e concluse con una frase che riassume lo spirito di tutta l'omelia: «Abbiamo bisogno di capirci. La comprensione a volte non può essere rinviata. La comprensione è urgente, affinché possiamo davvero essere felici vivendo in comunione».

Dal Santuario, che ha descritto come «la casa maggiore della Madre di tutti i cubani», ha annunciato che la comunità continuerà a pregare «per l'unità di tutti i cubani, per l'amore tra i cubani, ovunque ci troviamo».

Il padre Deán Puerta ha acquisito una particolare rilevanza pubblica dopo il passaggio dell'uragano Melissa nell'ottobre del 2025, quando è stato la voce principale della Chiesa durante l'emergenza.

Il santuario ha subito danni severi: oltre l'80% delle sue vetrate distrutte e un angelo di marmo abbattuto.

In gennaio 2026, il sacerdote ha coordinato la distribuzione di aiuti umanitari a 500 famiglie di El Cobre provenienti dagli Stati Uniti.

Esta omelia si iscrive in una linea pastorale sostenuta dalla Chiesa Cattolica cubana. Nel dicembre del 2025, la Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cuba ha chiesto nel suo Messaggio di Natale di «costruire ponti invece di muri» e di dimenticare i rancori per costruire «insieme una Cuba migliore».

De igual modo, a febbraio del 2026, i vescovi dovettero sospendere la loro visita al papa a causa della mancanza di carburante e della crisi socioeconomica, e papa Leone XIV chiese un «dialogo sincero ed efficace» sulla situazione cubana.

«Che nostra Madre, la Vergine della Carità, continui a intercedere affinché possiamo davvero vivere il dono della comunione, dell’essere uno nella diversità», concluse padre Deán Puerta di fronte ai fedeli riuniti nel cuore simbolico dell'identità cubana.

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