La creatrice di contenuti cubana Elainne è diventata la voce di migliaia quando ha pubblicato su Instagram una frase che sta facendo il giro del web: «Marco Rubio è il mio pastore».
Elainne è un'imprenditrice e gestisce il suo salone di estetica all'Avana. In diversi post sui social media esprime chiaramente la sua posizione politica, con dettagli come l'uso di un berretto rosso con l'iscrizione Make Cuba Great Again, un chiaro riferimento alla campagna MAGA.
La sua ammirazione per il segretario di Stato statunitense l'ha mostrata nel suo recente video con una parafrasi del Salmo 23 biblico in cui ha sostituito Dio con Rubio.
La frase non tardò a diffondersi nei commenti. «Marco Rubio è il nostro pastore e nulla ci mancherà», scrisse un seguace. Tuttavia, un altro mostrò le differenze su questo tema nell'isola e aggiunse: «Marco Rubio è il tuo pastore? Santo cielo!».
Un commento ha riassunto il fenomeno in Cuba con due parole: «Realità parallele».
La pubblicazione di Elainne mescola umorismo, fervore e critica sociale in una Cuba dove la scarsità di elettricità, carburante e cibo è parte del paesaggio quotidiano.
L'entusiasmo dell'imprenditrice cubana non è casuale. Il 20 maggio, Giornata dell'Indipendenza di Cuba, Rubio ha pubblicato un video in spagnolo rivolto direttamente al popolo dell'isola.
È stata la prima volta che lo faceva come segretario di Stato e ha offerto una «nuova relazione» con gli Stati Uniti, oltre ai 100 milioni di dollari in alimenti e medicinali che saranno canalizzati attraverso la Chiesa Cattolica o altri gruppi caritativi, senza passare per il governo.
«Cuba non è controllata da nessuna rivoluzione. Cuba è controllata da GAESA», ha affermato Rubio in quel messaggio, che ha provocato la reazione immediata di Díaz-Canel e del cancelliere Bruno Rodríguez, e persino un video burlesco del regime stesso.
Per Elainne e molti altri cubani, Rubio e il presidente Donald Trump potrebbero portare il cambiamento di cui Cuba ha bisogno per mettere fine alla dittatura, rinascere economicamente e tornare a diventare un paese prospero.
La frase chiarisce che, per coloro che ogni giorno sopravvivono alla crisi di Cuba, la figura di Marco Rubio è diventata un simbolo di speranza e di convinzione che il cambiamento, prima o poi, arriverà.
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